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Storia

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La Peste suina africana è una malattia contagiosa e infettiva che colpisce il maiale domestico e il cinghiale, ma non è trasmissibile all’uomo. In Europa è arrivata per la prima volta in Portogallo, si presume attraverso scarti alimentari provenienti dall’Africa, nella seconda metà degli anni ’50 per espandersi poi in tutta la penisola Iberica. In Sardegna è stata segnalata nel 1978 e da allora ha decimato periodicamente gli allevamenti del comparto suinicolo isolano. La malattia è sbarcata nel 2007 in Georgia, anche in questo caso si sospetta attraverso rifiuti alimentari trasportati su una nave partita dall’Africa sudorientale. In breve tempo si è allargata agli allevamenti di tutto il Caucaso per colpire poi la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia ed entrare nell’Ue dalla Lituania e la Polonia. In Spagna e Portogallo, dopo una politica restrittiva dell’allevamento brado e con un monitoraggio sanitario costante, la Psa è stata debellata agli inizi degli anni ’90.

Per quanto riguarda la Sardegna il primo intervento per l’eradicazione del virus risale al 1982. Da allora ne sono poi seguiti altri prima della proposta presentata dalla Giunta Pigliaru nel dicembre 2014. L’ultimo piano di eradicazione ha messo in rete, in un lavoro congiunto e condiviso, la presidenza della Regione, gli assessorati della Sanità, dell’Agricoltura e della Difesa dell’Ambiente, le Aziende sanitarie locali, l’Istituto zooprofilatico, le Agenzie regionali per l’Agricoltura. A questi si è aggiunta la collaborazione del ministero della Salute, della Commissione europea e di numerosi esperti, anche di caratura internazionale, che sono stati coinvolti nel progetto. Uno fra tutti il prof. José Manuel Sanchez-Vizcaino Rodriguez studioso dell’Università di Madrid e padre dell’eradicazione della Psa in Spagna, Cile e altre realtà dell’America Latina.