Cultura
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Architettura
Col termine "architettura" si deve intendere "l'insieme delle modifiche e delle alterazioni introdotte sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato solo il puro deserto". Alla luce di tale definizione, assunta ancora oggi come valida dalla maggior parte dei testi di architettura moderna, appare legittimo parlare di "architettura" in Sardegna già a partire dalle epoche più remote sino ai giorni nostri.
http://www.sardegnacultura.it/Alghero, villino residenzialehttp://www.sardegnacultura.it/Olbia, Villa Clorinda, 1920 circahttp://www.sardegnacultura.it/Bosa, Orfanotrofio Puggioni-Piga, 1912-1913http://www.sardegnacultura.it/Cagliari, Palazzo dell'Università, interno, 1765-1769http://www.sardegnacultura.it/Cagliari, Palazzo Civico, 1899-1914http://www.sardegnacultura.it/Sassari, Villa Arborio Mella di Sant'Elia, 1911-1913http://www.sardegnacultura.it/Ozieri, Teatro De Candia, 1927
Chiese
La costruzione delle chiese in Sardegna comincia con la cristianizzazione dell'isola: i più antichi esempi risalgono al principio del VI secolo. L'edificazione di edifici sacri segue poi lo sviluppo del linguaggio internazionale europeo, se pur con l'elaborazione di una serie di caratteri locali, attraverso gli stili romanico, gotico, barocco e neoclassico, per arrivare al linguaggio contemporaneo.
http://www.sardegnacultura.it/Cagliari, Basilica di San Saturnohttp://www.sardegnacultura.it/Ardara, chiesa di Santa Maria del Regnohttp://www.sardegnacultura.it/Borutta, chiesa di San Pietro di Sorreshttp://www.sardegnacultura.it/Codrongianos, chiesa della Santissima Trinità di Saccargiahttp://www.sardegnacultura.it/Santa Giusta, chiesa di Santa Giustahttp://www.sardegnacultura.it/Santa Giusta, chiesa di Santa Giusta, criptahttp://www.sardegnacultura.it/Bultei, chiesa di San Saturnino di Usolvisi
Fotografie
L'interesse nei confronti del materiale fotografico relativo alla Sardegna da parte di appassionati, studiosi, scuole e università, è ormai innegabile. L'immagine fotografica contiene, di fatto, una serie di informazioni oggettive di enorme valore e di importanza irrinunciabile per la conoscenza e lo studio del nostro passato e della nostra cultura. La sua fruibilità risulta però difficile, così come la sua visione d'insieme, a causa del fatto le fotografie si trovano conservate in innumerevoli archivi, pubblici e privati, non solo sardi o italiani ma anche europei e americani, non sempre accessibili al grande pubblico. Un altro elemento da tener presente quando si fa riferimento all'oggetto "fotografia" è la sua estrema fragilità e deperibilità: tutti i procedimenti fotografici, antichi e moderni, praticati in maniera più o meno perfetta, non possono garantire la durata dell'immagine oltre un certo periodo, durante il quale questa è soggetta ad alterazioni chimiche che ne provocano la graduale e inesorabile sparizione.


Categorie Immagini
Gioielli
I gioielli costituiscono una parte essenziale del vestiario tradizionale sardo. I più ricorrenti sono bottoni, orecchini, spille, gancere e rosari. Il metallo d'uso più frequente è l'argento, presente in grande abbondanza nei giacimenti minerari dell'isola; largamente usati sono anche l'oro, la filigrana e il corallo rosso. Assimilabili ai gioielli, per la presenza di materiali preziosi, sono anche oggetti connessi a pratiche magico-protettive come gli amuleti.
http://www.sardegnacultura.it/orecchinihttp://www.sardegnacultura.it/orecchinihttp://www.sardegnacultura.it/amuletihttp://www.sardegnacultura.it/orecchinihttp://www.sardegnacultura.it/anellohttp://www.sardegnacultura.it/spillahttp://www.sardegnacultura.it/spilla
Monumenti Preistorici
Dalle prime testimonianze relative alla comparsa di pratiche funerarie risalenti al Neolitico, quali ad esempio i "dolmen" o le necropoli, fino all'età del bronzo, con i nuraghi, strutture a torre con camera (o camere, nel caso dei monumenti a più piani) interna coperta con volta a "falsa cupola" o "tholos", i monumenti di età preistorica si caratterizzano come tra i più peculiari dell'intera area del Mediterraneo.
http://www.sardegnacultura.it/Mores, Dolmen di Coveccadahttp://www.sardegnacultura.it/Tomba IIhttp://www.sardegnacultura.it/Prospetto frontalehttp://www.sardegnacultura.it/Isili, Nuraghe Is Parashttp://www.sardegnacultura.it/Dorgali, Villaggio Serra Orrioshttp://www.sardegnacultura.it/Orroli, Nuraghe Arrubiuhttp://www.sardegnacultura.it/Esterno
Pittura
I numerosi pittori che in epoca medievale, moderna e contemporanea hanno lavorato in Sardegna si sono dedicati a varie tematiche, in particolare temi religiosi, il ritratto e il paesaggio. Nel panorama pittorico sardo il Novecento è il secolo che segna una svolta, in quanto i pittori dell'isola, in parallelo agli scultori e alle cronache dei viaggiatori, si riappropriano dell'identità sarda e ne descrivono i valori e le tradizioni nelle loro opere.
http://www.sardegnacultura.it/Bacio di Giuda, dagli affeschi di Saccargia, Codrongianos, seconda metà XII sec.http://www.sardegnacultura.it/Santa Margherita, da Joan Mates (attr.), Retablo dell'Annunciazione, 1410 circahttp://www.sardegnacultura.it/San Giorgio, da Joan Figuera (attr.), Predella di San Lucifero, post 1456http://www.sardegnacultura.it/Cristo in pietà, da Maestro di Castelsardo, Retablo della Porziuncola, primo decennio XVI sec.http://www.sardegnacultura.it/San Gavino, da Giovanni Muru, Retablo maggiore di Ardara, 1505http://www.sardegnacultura.it/Compianto sul Cristo morto, da Pietro Cavaro (attr.), Retablo della Madonna dei sette dolori, post 1520http://www.sardegnacultura.it/Madonna in trono col Bambino, dal Retablo dei Beneficiati, 1527 circa
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