Documentari
In poco più di un secolo, oltre cento autori hanno realizzato documentari sull’isola. Ne ritraggono l’ambiente e la cultura, ma anche la lenta evoluzione da terra agro-pastorale a società moderna.
La Sardegna è titolare di una vastissima produzione cinematografica a carattere documentario. L'hanno realizzata in poco più di un secolo oltre cento registi, sardi e non. Tali documentari, informativi e d'autore, diffusi attraverso vari canali - un tempo le sale cinematografiche e i circuiti didattici - hanno raccontato a diverse generazioni di sardi i molti volti della loro regione: l'ambiente, la storia e la cultura, ma anche la lenta e sofferta evoluzione da antica terra agro-pastorale a società moderna, attraverso i significativi passaggi dell'Autonomia e della Rinascita.
I falchi, gli aironi, gli avvoltoi, splendidi abitanti dei cieli. Il cervo, emblema della fauna sarda e i cavallini dell'altopiano della Giara. Ma anche i caratteristici fenicotteri rosa, abitanti delle lagune. Le immagini più belle degli animali nei loro habitat naturali.
Con il clima così mite e un territorio così vario, la Sardegna costituisce una sorta di studio cinematografico all'aperto, utilizzabile 365 giorni all'anno, di 24.000 chilometri quadrati. Coste aspre e rocciose alternate a lunghi litorali. Strette carrerecce che si snodano tra verdi distese di macchia mediterranea. Stagni e lagune interrotte da bianche lingue di sabbia. Ambienti diversi, ciascuno caratterizzato dalla propria conformazione geologica.
Ai primi operatori della macchina da presa, non digiuni della narrativa deleddiana, l'isola appariva come un affascinante mondo a sé, arcaico e ricco di tradizioni derivanti da una complessa stratificazione culturale. Il mutare dei tempi e gli effetti indotti dal fenomeno turistico non hanno sostanzialmente intaccato la carica attrattiva di queste tradizioni che conserva nel tempo le peculiarità del passato, suscitando un forte interesse da parte dei documentaristi.