SISTEMA INFORMATIVO DEL LAVORO IN SARDEGNA
Scheda settore
Codice settore:
15
Denominazione settore:
produzioni metalmeccaniche e cantieristica
Caratteristiche generali:
L'industria metalmeccanica riveste in tutti i paesi industriali un ruolo particolarmente rilevante sia dal punto di vista quantitativo, in termini di occupazione, valore aggiunto e scambi internazionali, sia per il ruolo strategico che assolve. Come descritto da Federmeccanica l'industria metalmeccanica produce la totalità dei beni di investimento in macchine e attrezzature attraverso i quali trasmette l'innovazione tecnologica a tutti i rami dell'industria e agli altri settori dell'economia. Lo sviluppo industriale e il mantenimento dei livelli di competitività dell'intero comparto industriale dipendono dunque in larga misura dalla capacità del settore metalmeccanico di crescere e rinnovarsi perseguendo costantemente la politica dell'innovazione. Ciò vale ancor di più per quei paesi, tra cui l'Italia, essenzialmente trasformatori che giocano il loro sviluppo sulla capacità di competere ed esportare. Dal punto di vista quantitativo, il 100% delle categorie di prodotto che l'Istituto Nazionale di Statistica classifica tra i beni finali di investimento in macchine e apparecchi appartiene al settore metalmeccanico. In esso trova anche origine circa l'80% dei prodotti definiti a elevato contenuto tecnologico sulla base delle spese sostenute in ricerca e sviluppo. Nello stesso tempo circa il 20% della produzione del settore è definibile ad alto contenuto tecnologico. Complessivamente la produzione metalmeccanica è costituita per il 40% da beni di investimento, per il 45% da beni intermedi e per il restante 15% da beni di consumo prevalentemente durevoli. In Italia il comparto meccanico costituisce non solo una componente produttiva fondamentale dell’economia (esso fornisce oltre il 40% del valore aggiunto dell’intero Paese e dà occupazione a quasi il 40% degli addetti nel settore industriale), ma rappresenta anche un ambito nel quale si sviluppano molto intensamente innovazioni tecnologiche, di processo e di mercato che comportano conseguenze importanti sulla struttura e sulla cultura del lavoro. Il settore si sviluppa tramite aziende industriali ed artigiane per un totale di oltre 120 mila imprese, anche se quasi la metà degli addetti lavora in imprese con oltre 100 dipendenti (www.federmeccanica.it). In tal senso, il settore si articola in diverse aree di intervento che possono essere così rappresentate: Siderurgia, fonderia, seconda fusione e metallurgia non ferrosa; Mezzi di trasporto su gomma e rotaia, meccanica navale e aeronautiche; Macchine utensili e produzione di macchine in genere, impianti industriali; Elettrodomestici; Meccanica generale. Il settore meccanico era concepito nel passato come un insieme di figure “di mansione”, ovvero, a carattere prettamente operativo, mentre solo pochi addetti sviluppavano competenze tecniche e gestionali. Ora questo rapporto sta per essere rovesciato, anche a causa dell’automazione: sono sempre maggiori le figure di qualificati e di tecnici che presentano una vera e propria configurazione “di ruolo” basata su autonomia, ampliamento dell’area di conoscenze abilità e competenze, polifunzionalità, capacità comunicative e relazionali, cultura del progetto, perseguimento della qualità e miglioramento continuativo (Fonte: Repertorio dei profili professionali e dei corrispondenti percorsi formativi in Sardegna, a cura di CNOS-FAP Salesiani Sardegna, P.O.R. Sardegna 2000/2006 (Misura 3.5 Scheda D).
Distribuzione sul territorio:
Il territorio di Assemini e Elmas ospita, insieme a quello di Cagliari, l’Area di Sviluppo Industriale, in cui si concentrano buona parte della attività industriali ed in particolare della chimica a e della meccanica. Se si aggregano i dati relativi a tutti i comparti tipici della metalmeccanica (ovvero per la classificazione Ateco 2002: Metallurgia, Fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici, Fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche, elettroniche e ottiche, Fabbricazione di mezzi di trasporto) si nota che nel 2006 un terzo delle unità locali delle imprese (circa 1250) sono concentrate nella provincia di Cagliari, quasi 700 unità sono nella provincia di Sassari e oltre 400 in quella di Olbia-Tempio (Fonte: Istat, ASIA, 2009). La preminenza di queste tre province, seguite da Nuoro e dalle altre, si riproduce in ognuno dei comparti sopra richiamati evidenziando una concentrazione della fabbricazione di mezzi di trasporto nella provincia di Olbia Tempio (112 unità locali) in parte spiegata dalla presenza della nautica da diporto. Un discorso a parte, infatti, merita la nautica e le attività ad essa collegate, ovvero rimessaggio, cantieristica, noleggio, gestione porti e servizi connessi. In ambito regionale il 70% degli addetti si concentra all’interno del Sistema della Costa Smeralda, nella Z.I. di Olbia e presso l’arsenale militare di La Maddalena. Il comparto nautico si sviluppa più in generale nell’area costiera comprendendo, oltre ai Comuni di Olbia e La Maddalena, anche quelli di Cannigione, Golfo Aranci e Santa Teresa di Gallura, Arbatax. Il turismo da diporto è uno dei fattori che ha determinato lo sviluppo della cantieristica nautica. Secondo lo studio riportato nel Rapporto d’area del laboratorio territoriale per la progettazione integrata della Provincia di Olbia Tempio, la Gallura concentra il 52% delle attività appartenenti al settore nautico. La maggior parte di queste, sono attività legate alla cantieristica (riparazioni, manutenzioni e rimessaggio) seguite dalle attività attinenti i servizi (noleggio e locazione natanti) e infine le attività legate al commercio e all’ industria cantieristica propriamente detta. La nautica rappresenta un segmento del comparto industriale particolarmente adatto a fungere da collante nel processo di integrazione tra turismo e industria. Unisce innovazione tecnologica, ricerca e qualità professionale con un risvolto al lato ambientale e naturalistico, strettamente legato al consolidamento della filiera turistica (Fonte: Piano provinciale formativo di Olbia - Tempio, 2008).
Ripartizione aziende sarde:
Il settore metalmeccanico è tra quelli più colpiti dalla crisi in atto in particolare nella Regione Sardegna. Ciò è confermato anche dai dati sull'export che evidenziano per le macchine e apparecchi meccanici un decremento del 48% pari a -57,4 milioni nel periodo 2007-2008 (Fonte: Analisi dati Sardegna a cura del Centro Studi Confindustria Sardegna su dati ISTAT Coeweb). Nonostante questo calo delle esportazioni va comunque evidenziato il peso rilevante che tale settore ha all'interno delle produzioni manifatturiere sarde, dove nel 2006 i circa 20 mila addetti dei settori di produzione metalmeccanica sopra richiamati rappresentano circa un terzo di tutti gli addetti del comparto manufatturiero regionale (Istat, ASIA, 2009). Dal punto di vista del dimensionamento delle aziende del settore si evidenzia come per la Produzione di metalli e loro leghe l'incidenza delle imprese artigiane si aggira nel 2006 intorno al 40% in linea con i dati nazionali e del Mezzogiorno (Fonte: Sardegna Statistiche, Schede di settore, 2007). Per la produzione di Macchine e apparecchi meccanici, invece, tale incidenza sale al 74% del totale delle imprese sarde, connotando diversamente il dimensionamento delle imprese di questo comparto anche rispetto ai dati nazionali e del Mezzogiorno che si attestano intorno al 58% di imprese artigiane sul totale. Per quanto riguarda la produzione di Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi i valori tornano ad essere più vicinoi a quelli nazionali e del Mezzogiorno mentre per gli altri mezzi di trasporto (la cui produzione è effettuata da circa 300 imprese nel 2006) le imprEse artigiane sono circa il 70%, ben sopra i valori nazionali (54%) (Fonte: Sardegna Statistiche, Schede di settore, 2007).
Tendenze evolutive:
Se si guarda al complesso delle attività industriali sarde tra il 1995 e il 2001 in Sardegna la quota del valore aggiunto su quello totale diminuisce del 37%, più intensamente di quanto accada nel resto del paese (Mezzogiorno = -27%, Centro-Nord = -13%). L’incidenza del valore aggiunto dell’industria in senso stretto (20,9%) è attualmente inferiore, in Sardegna, a quella che si riscontra nel Mezzogiorno, a differenza di quanto accadeva nel passato. Le attività più importanti sono l’industria dei metalli e la petrolchimica, che contribuiscono alla formazione del valore aggiunto industriale della regione per oltre il 30 per cento. Le esportazioni dei prodotti della metallurgia aumentano nei primi anni del secolo, per poi diminuire nel 2004, a causa della congiuntura debole. Le esportazioni diminuiscono e cresce il ricorso alla cassa integrazione, anche a causa delle difficoltà causate dall’aumento dei costi dell’energia. In questo contesto la cantieristica, con i primi nuovi insediamenti produttivi nella zona di Arbatax-Tortolì, potrebbe sicuramente rappresentare un filone di sviluppo strategicamente importante anche in termini occupazionali.
Tendenze evolutive:
In Sardegna, nel periodo 2005-2009, per il gruppo professionale "Artigiani ed operai metalmeccanici specializzati ed assimilati" si prevede un incremento occupazionale del 9.4% , valore al di sopra di quello nazionale ( 1.2%) (Fonte: Isfol-Irs su microdati Istat RFLC 2004-2005 e previsioni Isfol-Ref). Se per le produzioni meccaniche "classiche" del contesto produttivo sardo le prospettive non sono del tutto rosee nel lungo periodo, visto che molte imprese di questo settore operano nell'indotto delle imprese chimiche, per quanto riguarda i nuovi settori di applicazione come la cantieristica navale la Sardegna si presta, sia geograficamente che per la sua storia a ospitare industrie nautiche poiché ha sempre avuto una certa tradizione nel settore e rappresenta un bacino di utenza importantissimo. Ciò anche in fuznione degli importanti flussi turistici e del numero di posti barca, circa 20 mila, con 3000 per navi oltre i 24 metri di lunghezza (Fonte: Unione nazionale dei cantieri e delle industrie nautiche). Inoltre, alcune stime per il futuro polo nautico di Arbatax prevedono che questo possa occupare circa 2000 persone una volta a regime. In Ogliastra sono presenti tradizioni imprenditoriali rilevanti anche nella meccanica che potranno dare il loro apporto a questo polo. Tra il profili professionali maggiormente richiesti compaiono il carpentiere in metallo, il fresatore, il responsabile officina meccanica, il manutentore di sistemi di automazione industriale (Fonte: Piano provinciale formativo di Carbonia Iglesias, 2008/2009), il tecnico coibentatore (Fonte: Piano provinciale formativo di Nuoro, 2008), il saldatore generico, il tornitore CNC (Fonte: Piano provinciale formativo di Sassari, 2008).
ATECO:
Sezione D Attività' manifatturiere Sottosezione J Metallurgia, fabbricazione di prodotti in metallo Divisione 28 Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo esclusi macchine e impianti Sezione D Attività' manifatturiere Sottosezione K Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici Divisione 29 Fabbricazione di macchine ed apparecchi meccanici Sezione D Attività' manifatturiere Sottosezione L Fabbricazione di macchine elettriche e di apparecchiature elettriche, elettroniche ed ottiche Divisione 33 Fabbricazione di apparecchi medicali, di apparecchi di precisione, di strumenti ottici e di orologi Sezione D Attività' manifatturiere Sottosezione M Fabbricazione di mezzi di trasporto Divisione 34 Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi Sezione D Attività' manifatturiere Sottosezione M Fabbricazione di mezzi di trasporto Divisione 35 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto
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