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Emergenza CoViD-19 in Belgio. Impatti sulle attività istituzionali a Bruxelles

A seguito del propagarsi del nuovo ceppo di coronavirus (CoViD-19) nel territorio nazionale, la autorità federali belghe hanno adottato dei protocolli di prevenzione finalizzati a limitare le possibilità di contagio.

Le istituzioni dell'Unione europea e gli uffici pubbilci aventi sede a Bruxelles hanno adottato disposizioni che limitano le riunioni, gli incontri di lavoro e, più in generale, qualsivoglia contatto con l'esterno, anche attraverso le modalità di lavoro a distanza (smart working), cui sono soggetti i funzionari della Commissione europea a far data dal 16 marzo.

La situazione è in costante evoluzione e suscettibile di ulteriori aggiornamenti.



AGGIORNAMENTI DEL 28 LUGLIO

A seguito dalla recente recrudescenza della pandemia nel territorio belga, il Consiglio Nazionale di Sicurezza (CNS) tenutosi martedì 28 luglio ha reintrodotto misure di restrizione ai contatti sociali a partire dal 29 luglio e per la durata minima di quattro settimane.



AGGIORNAMENTI DEL 1° LUGLIO

Il 1° luglio il Belgio è entrato nella quarta fase della gestione della crisi epidemiologica, durante il quale è stata disposta la riapertura di tutti i settori economici, nel quadro di precisi protocolli di sicurezza.
Permangono le limitazioni alle riunioni in presenza e ai seminari, così come la raccomandazione di svolgere le attività lavorative da remoto, salvi i casi in cui la presenza in ufficio sia strettamente necessaria.



AGGIORNAMENTI DEL 27 APRILE

Il Consiglio Nazionale di Sicurezza (CNS) si è riunito venerdì 24 aprile per definire la strategia di riprese delle attività in Belgio, tenuto conto delle misure adottate lo scorso 12 marzo per frenare la diffusione di Covid-19 in Belgio.
Tutte le misure di contenimento rigorose sono mantenute fino al 3 maggio compreso.
Dopo tale date, le autorità federali prevedono un percorso di riapertura graduale, da valutare a seconda che le condizioni le consentano.
Qualsiasi misura non esplicitamente eliminata è da considerarsi mantenuta, in particolar modo quelle relative alla limitazione dei contatti tra le persone e delle distanze di sicurezza.
I datori di lavoro - compresi quelli pubblici - dovranno fornire ai propri dipendenti dispositivi di protezione, se necessario.
È inoltre sconsigliato l’utilizzo di mezzi pubblici, in particolar modo negli orari di punta

Strategia di riapertura
Tutte le date seguenti sono soggette a modifiche a seconda della situazione sanitaria e dell'evoluzione del virus.

Fase 1A (dal 4 maggio)
Il telelavoro rimane la norma. Si prevede una graduale riapertura degli esercizi commerciali che vendono prodotti direttamente connessi con il mantenimento delle misure di sicurezza (settore tessile e mercerie).

Fase 1B (dall’11 maggio)
Riapertura delle attività commerciali, secondo determinate condizioni da concertare con le parti sociali.

Fase 2 (dal 18 maggio)
Sarà esaminata la possibilità di riaprire le attività che implicano il contatto fisico.

Fase 3 (dall'8 giugno)
Si prevede una possibile e graduale riapertura delle attività aperte al pubblico, in ogni caso a condizioni rigorose da definire.

In tutte le fasi la riapertura sarà valutata sulla base dell’evoluzione della situazione epidemiologica.
Si prevede una capacità di 25.000 test PCR al giorno entro il 4 maggio, espandibile a 45.000. Al fine di fornire supporto per lo svolgimento dei test, i laboratori pubblici e privati e la piattaforma federale sono completamente mobilitati.
L'obiettivo è quello di offrire test di laboratorio a tutte le persone che presentano sintomi e per i quali un medico sospetta un'infezione e a quelle altamente esposte al virus dalla loro professione o a causa di un intenso contatto con una persona infetta.



AGGIORNAMENTI DEL 16 APRILE

In occasione del Consiglio Nazionale di Sicurezza (CNS) di mercoledì 15 aprile, a seguito della consultazione del comitato scientifico, le autorità belghe hanno disposto di estendere le misure di contenimento attualmente in vigore (v. supra negli aggiornamenti del 18 marzo) fino al 3 maggio compreso.



AGGIORNAMENTI DEL 28 MARZO

A seguito della riunione del Consiglio Nazionale di Sicurezza (CNS) del 27 marzo, il Governo belga ha rinnovato le disposizioni in materia di emergenza sanitaria in vigore dal 18 marzo, prorogandole fino al 19 aprile.
Ha disposto, inoltre, l'intensificazione dei controlli nel territorio sul loro rispetto.

Ai sensi dell’Ordinanza del Ministro della Salute italiano del 28 marzo, chiunque si imbarchi su un mezzo di linea verso l’Italia (aereo, marittimo, ferroviario o terrestre) deve consegnare al vettore una autocertificazione con i motivi del viaggio (ai sensi del DPCM del 22 marzo), l’indirizzo dell’abitazione dove sarà svolto il prescritto periodo di autoisolamento, il recapito telefonico cui essere reperibili durante detto periodo.



AGGIORNAMENTI DEL 20 MARZO

Al ine di impedire l’accesso al Paese a chi non ne abbia reale necessità, il Governo belga ha reintrodotto i controlli di frontiera a partire dal 20 marzo.
I transiti via terra per raggiungere l’aeroporto di Zaventem sono autorizzati esclusivamente se in presenza di biglietto.
A partire dal 25 marzo, ai passeggeri in arrivo all'aeroporto di Bruxelles-Zaventem è consegnata una nota informativa con la quale l'autorità aeroportuale raccomanda di osservare un periodo di autoisolamento domiciliare di 14 giorni.



AGGIORNAMENTI DEL 18 MARZO

Il Consiglio europeo ha annullato il vertice in agenda il 26 e 27 marzo.

Il Consiglio Nazionale di Sicurezza belga, riunitosi il 17 marzo, ha rafforzato le misure già in vigore dal 12 marzo e che entrano in vigore dalle ore 12:00 del 18 marzo fino al 5 aprile 2020.
Sono poste in essere le seguenti misure:
- i cittadini sono tenuti a rimanere a casa, salvo per compiere spostamenti essenziali quali il recarsi a lavoro, alle poste, alla banca, presso i negozi di generi alimentari e la farmacia;
- gli assembramenti sono vietati;
- le scuole sono chiuse; le università condurranno modalità d'insegnamento a distanza; rimangono invece aperti gli asili-nido;
- tutte le attività ricreative sono annullate, di qualsiasi natura e dimensione;
- gli esercizi commerciali non essenziali rimarranno chiusi, fatta eccezione per i negozi di generi alimentari e le farmacie, la cui apertura sarà sempre garantita;
- alle imprese è richiesto di adottare forme di telelavoro per tutte le funzioni dove ciò è possibile; nei casi in cui il telelavoro non è possibile, tutte le forme di distanziamento sociale devono essere poste in atto.

Il Comitato delle Regioni ha annullato tutte le riunioni e le attività fino al 4 maggio.



AGGIORNAMENTI DEL 16 MARZO

I lavori del Comitato delle Regioni - ivi compresa la riunione dell'assemblea plenaria, prevista il 25 e 26 marzo prossimi - sono sospesi fino a data da stabilirsi.
Analogamente sono state cancellate riunioni del Consigio dell'Unione europea in diverse configurazioni.

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