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Quando il tutore ha bisogno di supporto: focus sulla relazione fra minore e tutore a cura del CeSPI.

Note e Riflessioni in occasione della Carta Etica del tutore volontario di minore straniero non accompagnato recentemente pubblicata

Il 15 aprile 2020 è stata promossa da tre dei principali enti di riferimento per i MSNA, la Carta etica del tutore volontario frutto dell'iniziativa dell'Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e la famiglia e di Save The Children Italia. Le sfide concrete che la Carta affronta sono indubbiamente numerose e pongono all'apparenza un paradosso: quando il tutore ha a sua volta bisogno di supporto.

Il documento è ideato col fine di orientare le funzioni dei tutori ma anche come strumento teso a favorire la consapevolezza e la partecipazione dei minorenni qualora il tutore agisse con comportamenti difformi da quanto prevede la nostra legislazione.

La Carta si compone di 17 principi che il tutore si impegna a rispettare mentre il minore può, di sua sponte, comunicarne un’eventuale violazione. Tra i principi previsti sono ricompresi la dichiarazione di impegno del tutore a promuovere e tutelare i diritti del MSNA, sviluppare un rapporto di fiducia, rispettare la cultura di provenienza di questi, oltre ad evitare situazioni di disagio, vergogna, pericolo o rischio per il ragazzo. Il tutore deve curare gli aspetti finanziari ed attuare inoltre una corretta amministrazione dei beni del tutelato nel suo esclusivo interesse, secondo la normativa operante in tema di tutela.

Interviste ad esperti del settore mettono in luce le dinamiche ed il sistema che ruota e supporta la relazione effettiva fra tutore e minore, fra criticità ed elementi positivi. La tutela del tutore è in sintesi uno degli elementi essenziali della tutela del minore stesso.

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