LE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA
Patto di stabilità
 
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Orani, museo Nivola
Il Patto di stabilità interno, che discende dal Patto di stabilità e crescita sottoscritto nel 1997 tra i Paesi membri dell’Unione Europea, è finalizzato al raggiungimento di determinati parametri di bilancio della pubblica amministrazione.
In particolare:
a) indebitamento netto della Pubblica Amministrazione/P.I.L. inferiore al 3%;
b) rapporto debito pubblico delle AA.PP./P.I.L. inferiore al 60%.
Il patto di stabilità interno si riverbera, conseguentemente, nelle politiche di bilancio dello Stato, delle regioni e degli enti locali, che devono tenere sotto controllo le loro rispettive politiche di spesa. A tal proposito è stato introdotto il meccanismo del saldo obiettivo annuale (cfr. art. 1 decreto legge 19 giugno 2015, n. 78 - Tabella 1) , volto a garantire l’equilibrio tra entrate e spese di ciascun ente assoggettato al patto di stabilità interno.
Al fine di alleggerire la rigidità delle regole del patto di stabilità interno sono state introdotte, a decorrere dal 2009, misure di flessibilità (i c.d. patti di solidarietà tra enti territoriali) mediante i quali gli enti territoriali possono cedersi tra loro spazi finanziari al fine di raggiungere più agevolmente l’obiettivo del patto e consentire un ampliamento della capacità di spesa.
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