ACQUISTI PUBBLICI ECOLOGICI IN SARDEGNA
Normativa
L’efficacia del GPP nel favorire la diffusione di un modello di produzione e consumo sostenibile si può desumere anche in considerazione del notevolissimo riconoscimento che gli viene conferito, sia in sede comunitaria sia internazionale, come strumento di politica ambientale, industriale ed economica. Non vi sono infatti ostacoli giuridici alla considerazione di criteri ecologici quale parametro di acquisto di beni e servizi da parte dell’Amministrazione Pubblica e, anzi, l’Unione Europea, stimola gli Enti ad andare in questa direzione. Nel 2014 sono state emanate le tre nuove Direttive in materia di contratti pubblici: la Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici, che abroga la Direttiva 2004/18/CE, la Direttiva 2014/23/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione e la Direttiva 2014/25/UE sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE.

Le nuove Direttive rafforzano e integrano le precedenti Direttive rendendo la disciplina dei contratti pubblici più funzionale al proseguimento della strategia Europa 2020 in base al presupposto per cui gli appalti pubblici svolgono un ruolo fondamentale e costituiscono uno degli strumenti centrali e necessari alla realizzazione di una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Le nuove Direttive, entro 24 mesi, saranno recepite in Italia con l’aggiornamento del codice dei contratti pubblici del 2006 attualmente in vigore.

Il Codice dei contratti pubblici del 2006 [file.pdf] dichiara all’Art. 2 che “Il principio di economicità può essere subordinato, entro i limiti in cui sia espressamente consentito dalle norme vigenti e dal presente codice, ai criteri, previsti dal bando, ispirati a esigenze sociali, nonché alla tutela della salute e dell’ambiente e alla promozione dello sviluppo sostenibile.”
Inoltre l’Art. 68 dichiara che “le specifiche tecniche ogniqualvolta sia possibile devono essere definite in modo da tenere conto dei criteri di accessibilità per i soggetti disabili, di una progettazione adeguata per tutti gli utenti, della tutela ambientale”.

Dal giugno 2011, l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici ha avviato un’attività di monitoraggio al fine di verificare il grado di applicazione dei “criteri minimi ambientali” previsti dal Piano d’Azione Nazionale per il GPP. Vi sono alcune norme di settore che richiedono esplicitamente agli enti pubblici di tenere conto degli aspetti ambientali in fase di acquisto di alcuni beni/servizi:

• Direttiva 2009/33/CE relativa alla promozione di veicoli a ridotto impatto ambientale e a basso consumo energetico nel trasporto su strada (recepita con Decreto Legislativo n. 24 del 3 Marzo 2011 [file.pdf]);
Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 gennaio 2008 [file.pdf] concernente un programma comunitario di etichettatura relativa ad un uso efficiente dell’energia per le apparecchiature per ufficio;
Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio [file.pdf] del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica nell’edilizia.
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