TUVIXEDDU E LE ALTRE AREE DI TUTELA
E il pubblico ministero sente la socia di Clement
CAGLIARI. E’ stato il Banco di Sardegna a versare cinquantamila euro nelle tasche dell’architetto-giardiniere Gilles Clement in cambio del progetto alternativo di riqualificazione di Tuvixeddu. La Regione s’era impegnata a sborsare il saldo, poi però il celebre professionista francese ha dovuto accontentarsi: dalle casse di viale Trento non è uscito un euro. A confermarlo ieri mattina al pubblico ministero Daniele Caria, in un colloquio durato un’ora e mezzo, sarebbe stata Emanuela Borio, agronoma di Varese, socia in Italia dello studio di Clement. Caria, che indaga sui risvolti penali del caso Tuvixeddu, ha voluto con ogni probabilità sentirla per accertare la provenienza del compenso attribuito al progettista dal presidente Renato Soru al Festarch del 2007. Un elemento tutt’altro che secondario in un’indagine rivolta proprio a stabilire come si è mossa la Regione nell’operazione di contrasto al progetto edilizio della Nuova Iniziative Coimpresa e soprattutto perchè.
Nella sentenza con la quale il Tar ha bocciato i vincoli per notevole interesse pubblico imposti sulle aree private di Tuvixeddu dall’amministrazione regionale per l’illegittimità della commissione del paesaggio, i giudici hanno fatto riferimento a un presunto sviamento di potere. Nella sostanza la Regione avrebbe cercato di fermare Coimpresa per imporre un piano alternativo su Tuvixeddu, quello firmato da Clement. E per arrivare a quel risultato - poi cassato dal Tar e dal Consiglio di Stato - si sarebbero verificate una serie di situazioni da verificare sul piano penale: l’attuale assessore ai beni culturali Maria Antonietta Mongiu ha prima presieduto la commissione del paesaggio, che ha dato il parere favorevole sui vincoli, per poi entrare in giunta e approvare col proprio voto la proposta avanzata da lei stessa insieme agli altri commissari. In più, sullo scenario dell’inchiesta, è apparsa come direttrice generale dei direttori generali (si chiama proprio così) dell’assessorato ai beni culturali, la moglie dell’attuale presidente del Banco di Sardegna, figura mai esistita fino a quel momento. Come dire la moglie dello sponsor unico del progetto Clement, pagato finora cinquantamila euro.
L’audizione di ieri dovrebbe essere uno degli ultimi atti di un’inchiesta giudiziaria nata dall’esposto del legale di Coimpresa Agonstinangelo Marras e ormai giunta alle battute conclusive. E’ molto probabile che entro Natale il pm Caria decida se archiviare gli atti o elaborare il capo d’imputazione. (m.l)
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