TUVIXEDDU E LE ALTRE AREE DI TUTELA
«La crisi non si risolve col cemento»
CAGLIARI. «L’occupazione non si crea con le cementificazioni», afferma Vincenzo Tiana, responsabile regionale di Legambiente, rivolto ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil che hanno inserito la lottizzazione integrata di Tuvixeddu tra le opere ferme e che, invece, potrebbero creare occupazione. Sebbene i rappresentanti dei lavoratori Enzo Costa, Fabrizio Carta e Rinaldo Mereu abbiamo sottolineato che «tutto va fatto nel rispetto dell’ambiente», era «evidente - continua Tiana - che i sindacati chiedono che si sblocchino le opere in quanto queste creano posti di lavoro».
Cgil, Cisl e Uil avevano lamentato il fatto che, a fronte di tanti progetti cantierabili, poche opere sono state iniziate in città. E in questo quadro di «immobilismo e di mancanza di dialogo» avevano posto anche la questione di Tuvixeddu. «Nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio - avevano precisato i sindacati - è necessario che si arrivi a una soluzione. A un certo punto sembrava che la proposta di una permuta, fatta dalla Regione, avesse innescato un processo virtuoso, poi c’è stato di nuovo il blocco. Ma una soluzione va trovata».
Secondo Legambiente, che ha diramato anche un comunciato, «le grandi opere pubbliche elencate dal rappresentante della Cgil Costa che dovrebbero fungere da volano per l’economia asfittica della Sardegna non possono includere la cementificazione di Tuvixeddu». La situazione vede da una parte la Regione che punta a una difesa integrale e a un parco su tutto il colle e, dall’altra, il Comune e l’impresa che vogliono realizzare il parco interno e la lottizzazione in via Is Maglias.
Per Tiana la questione dell’occupazione «va posta in un altro modo: la realizzazione del parco archeologico ambientale su tutto il colle di Tuvixeddu costituirebbe per Cagliari e per l’intera isola un’occasione unica per creare occupazione qualificata e sviluppo turistico legato alla valorizzazione della più grande necropoli punico-romana del Mediterraneo. Risorsa di gran lunga più ingente di qualsiasi lottizzazione edilizia e con ampi margini di sviluppo». Per questi motivi anche i sindacati «devono - sottolinea Tiana - definitivamente affrancarsi dall’idea ormai obsoleta di un ambientalismo freno dell’economia e vedere nella valorizzazione, nel rispetto per l’ambiente, nello sfruttamento delle energie rinnovabili, del patrimonio storico sardo la via principale per risollevare le sorti della nostra economia». Per tutti questi motivi Legambiente «continuerà nella propria opera di vigilanza perchè il cantiere rimanga chiuso».
Raramente, come in questo caso, c’era stato uno scontro diretto e frontale tra il sindacato e Legambiente su interventi relativi alla città. A Tuvixeddu la Coimpresa, firmataria dell’accordo di programma del 2000 (assieme alla Regione e al Comune) per la lottizzazione citata, ha ripreso le fasi di riavvio dei lavori. Dal 4 dicembre, infatti, è terminato il blocco delle opere come stabilito dall’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato. Nello stesso tempo tutto procede a rilento in attesa delle prossime regionali e il Comune (che ha appaltato sia i lavori per il parco che per la strada, anch’essi bloccati) ha fermato tutto in attesa del risultato delle elezioni del 14-15 febbraio. (r.p.)

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