TUVIXEDDU E LE ALTRE AREE DI TUTELA
Ambiente
 
info
Necropoli di Tuvixeddu, tomba
Necropoli di Tuvixeddu, tomba
Il colle di Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis rappresenta, insieme agli altri colli cagliaritani, uno dei pilastri tettonici che determinano il limite meridionale della fossa tettonica del Campidano e costituiscono un sistema morfologico integrato, caratteristica principale dell'area su cui sorge la città di Cagliari. I pilastri tettonici del capoluogo sono allungati ed orientati in direzione nord ovest - sud est, e circoscrivono ampie valli colmate da depositi continentali quaternari.
Come per i restanti colli cittadini, anche per Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis i processi di trasformazione si evolvono all'interno di un perimetro determinato dall'espansione edilizia del tessuto urbano.

Adiacente al colle di Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis è l'unità costiera della laguna di Santa Gilla, costituita da depositi di spiaggia tirreniani e da quelli di laguna olocenici, corrispondente all'area occupata dal viale Sant'Avendrace e dalle vie Santa Gilla e San Paolo. Tale superficie di raccordo tra il colle e la laguna risulta quasi interamente urbanizzata pertanto le interazioni tra le due unità possono definirsi nulle, il colle è definibile come un'unità priva di rapporti con gli elementi morfologici adiacenti.
I rapporti morfodinamici tra il colle e la laguna erano in età pre-urbana molto più attivi, data la presenza di piccoli corsi d'acqua sfocianti nella laguna e del Riu Mannu, uno dei fiumi sardi con la maggior portata di detriti. Questi ultimi hanno determinato il progressivo riempimento dell'area sud occidentale sottostante il colle.

Galleria fotografica
  • Tuvixeddu, veduta aerea
  • Tuvixeddu, il canyon
  • Tuvixeddu, arco d'accesso all'area del catino
  • Tuvixeddu, veduta aerea
  • Tuvixeddu, canyon
  • Tuvixeddu, veduta aerea
  • Arco di passaggio dall'area del canyon a quella del catino



Attualmente il colle di Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis è contrassegnato dalle presenza di forme derivanti dai processi legati all'attività antropica, l'impronta più evidente dell'attività è data oltre che dalle testimonianze archeologiche, dall'attività di cava.

La serie miocenica del settore Is Mirrionis-Tuvixeddu comprende in successione:
-Pietra forte: è un calcare bianco, massiccio ed organogeno, che costituisce le parti sommitali dei colli cagliaritani.
-Tramezzario: roccia calcarea granulosa e tenera, detritico organica, farinosa e con una componente arenacea.
-Pietra cantone: con questo nome viene indicata una roccia calcarea marnoso - arenacea, di colore giallastro, mediamente cementata e alquanto tenera, composta da calcare, argilla, sabbia e frammenti organici silicei e calcarei.

Al di sotto di questa serie carbonatica si trovano le Arenarie di Pirri: sedimenti clastici formati da arenarie e sabbie dal colore girigio-verde composte di feldspati, quarzo e miche. Il contenuto fossilifero è alquanto limitato.

L'attività di cava
L'attuale configurazione morfologica del colle Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis è il risultato delle attività antropiche che hanno insistito sul territorio sino agli anni '80 del secolo scorso. Attualmente le due alture appaiono distinte e indipendenti. Del colle di Tuvumannu rimane solo un ampio pianoro che si attesta ad una quota media di 58 metri s.l.m., e un residuo collinare, quasi totalmente urbanizzato, alto circa un centinaio di metri.




L'attività di cava ha definitivamente cancellato i lineamenti originari del colle di Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis dando vita ad una nuova morfologia costituita da qualche residuo collinare intervallato da superfici piane, aree depresse e fronti di sbancamento. I nomi stessi tuvu mannu e tuvixeddu, dal campidanese tuvu cavità, possono essere messi in relazione al paesaggio antropico prodotto dall'attività di cava. I lembi di superfici residue, le osservazioni delle immagini aeree e della cartografia storica suggeriscono l'antica configurazione morfologica dei colli di Tuvumannu e di Tuvixeddu.

Il colle di Tuvixeddu era probabilmente formato da un'ampia superficie a gradoni che dolcemente degradava verso sud–ovest fino a giungere al costone che fiancheggia il viale Sant'Avendrace. Questi gradoni sono stati probabilmente il punto di partenza per l'apertura di cave a cielo aperto in epoca punica e romana. Le poche aree non interessate da attività di cava a cielo aperto sono quelle poste nella parti più elevate del colle, nelle vicinanze della villa Mulas e nei pressi degli impianti Telecom nella parte sommitale della via Bainsizza.
La porzione di Tuvumannu era occupata da una superficie ondulata e inclinata verso sud–ovest con piccole emergenze rocciose di circa 100 metri d'altezza. Tra i due colli era presente una depressione, corrispondente alla attuale via Is Maglias, che individuava la linea di deflusso delle acque piovane.

All'epoca punica e romana risalgono le prime attività di estrazione della pietra calcarea, segni di questa attività di cava, consistenti in gradonature a mezza costa, sono riscontrabili in diversi punti del colle, in particolare ai piedi della villa Mulas e a monte del costone roccioso su cui si apre il sepolcro romano della Grotta della Vipera. La tecnica di cava consisteva nell'incidere un solco orizzontale e due solchi verticali in modo da poter estrarre blocchi squadrati.

Tale attività ha dato origine a dei versanti a gradinata. La latomia ubicata nella parte alta della via Bainsizza testimonia la coltivazione di cave in galleria già dall'epoca punico romana. Benchè iniziata in epoca remota l'estrazione di materiale lapideo ha fortemente modificato i caratteri paesistici originari dei colli a partire dall’inizio del secolo scorso, portando alla formazione di vaste superfici piane posizionate su uno più livelli a seconda delle tecniche di cava utilizzate. La prolungata attività di cava ha dato vita ad un paesaggio di archeologia industriale da caratteri e forme di forte impatto visivo come il catino e il canyon.

Nell'area occupata in questo momento dal cosiddetto catino la cava è stata coltivata con la tecnica ad imbuto, con l'apertura di un grande pozzo che è stato progressivamente allargato sino a raggiungere le attuali dimensioni, con una profondità di 30 m e ampiezza di 208 m per 200 m circa. Il canyon che mette in collegamento la parte centrale della via Is Maglias con la parte finale della via Falzarego è un tortuoso passaggio lungo circa un chilometro, di larghezza variabile, con pareti alte fino a 35 m, che permetteva il rapido trasporto agli impianti di trasformazione del materiale cavato nel colle di Tuvumannu. L'area del colle di Tuvumannu è attualmente caratterizzata da una vasta area pianeggiante, in parte urbanizzata (via Castelli), che si formatasi per via della tecnica di coltivazione a fronte unico che ha interessato questa zona.

© 2018 Regione Autonoma della Sardegna