TUVIXEDDU E LE ALTRE AREE DI TUTELA
Età moderna e contemporanea
 
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Tuvixeddu, villa Mulas
Tuvixeddu, villa Mulas
Durante tutto l'Ottocento le strutture preesistenti furono riutilizzate anche a scopo abitativo sebbene con discontinuità. Una testimonianza più importante è data dal sistema di ville borghesi che cingono il colle di Tuvixeddu e la necropoli come un anello la cui gemma è Villa Mulas (già Massa), caseggiato che risale ai primi del '900 e che presenta una bella facciata liberty ed un corpo con più ambienti.

Nell'area della villa sono presenti diverse cisterne risalenti ai secoli precedenti e che presentano tracce di continuità d'uso. La presenza dell'acqua ha avvalorato anche l'ipotesi che vi fosse un'officina di lavorazione della pietra, ipotesi che sembra confermata dal ritrovamento di diversi elementi in pietra squadrata e da molteplici testimonianze letterarie che collocano un'area di lavoro proprio qui.

Galleria fotografica
  • Cagliari, Tuvixeddu: Villa Mulas
  • Tuvixeddu, edificio adiacente alla villa Mulas
  • Villa Mulas, cavità
  • Tuvixeddu, villa Mulas
  • Villa Mulas, giardino alberato
  • Tuvixeddu, villa Mulas
  • Tuvixeddu, villa Mulas


Durante la seconda guerra mondiale le grotte furono utilizzate come rifugio antiaereo ed attrezzate ad uso abitativo. Dopo la guerra molte persone che avevano perso la casa sotto i bombardamenti si adattarono a vivere nelle celle sepolcrali modificandone la struttura per ottenerne delle migliorie.
Negli anni Ottanta l'Italcementi fece della zona un'area di estrazione ditruggendo numerose sepolture e corredi funebri. Gli scavi per l'estrazione contribuirono però a mettere in luce altre tombe.

Presidi militari sul colle
Il sistema dei colli per ragioni ambientali, geografiche e geomorflogiche, è stato nel tempo utilizzato anche a scopo strategico. La natura calcarea della roccia rendeva facile l'inserimento di costruzioni moderne o l'adattamento delle strutture preesistenti per scrutare il mare e le zone circostanti come torrette d'avvistamento, trincee e batterie contraeree. Spesso gli stessi monumenti presenti sui colli furono adibiti a baluardi difensivi, è il caso, per esempio, del Fortino di S. Ignazio sul promontorio di S.Elia e del Castello di S. Michele sito sul colle omonimo.

Il primo assurse a deposito di munizioni, osservatorio e avamposto, il secondo ospitò una stazione radio militare. E' questo anche il caso della Latomia di via Bainsizza, legata all'attività della cava di estrazione del colle Tuvixeddu/Tuvumannu, divenne un luogo importante per le attività militari durante la seconda guerra mondiale, utilizzata come deposito sotterraneo di armi e munizioni. Si trova esattamente di fronte alla centrale Telecom, da lì è visibile un ampio e profondo burrone, dove, alla base di una parete a picco, è ricavato il grande ingresso a forma irregolarmente quadrata, in buona parte murato, a cui si accede solo da una “minuscola” porta risparmiata nel muro di cemento. Sulle pareti interne sono ancora leggibili i nomi dei soldati incisi.

Anche la zona circostante la cavità, è interessata da piccole costruzioni della seconda guerra mondiale, soprattutto batterie contraeree. Infatti dalla postazione si gode un ampio panorama e si controlla buona parte del “Golfo degli Angeli”. La Latomia di via Bainsizza conobbe poi un ulteriore riuso come cinema militare dal 1943 al 1945.

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