TUVIXEDDU E LE ALTRE AREE DI TUTELA
In stallo la trattativa Regione-Coimpresa
«Non esiste una trattativa in corso. Siamo in attesa di ricevere eventuali nuove ipotesi di lavoro, fatto salvo che la prima non era assolutamente condivisibile perché prescindeva dal reale valore delle aree e dal danno arrecato da una serie incredibile di provvedimenti contro di noi adottati dalla Regione che sono stati dichiarati illegittimi in ogni sede di giudizio».
Il cantiere di Tuvixeddu continua a lavorare, ma l'amministratore delegato di Coimpresa, Giuseppe Cualbu, lascia la porta aperta a nuovi scenari. «Non abbiamo mai chiuso la porta», prosegue, «ma per il momento abbiamo ricevuto solo una comunicazione dove la Regione ci proponeva di fare noi un'ipotesi. Ma non siamo noi a doverlo fare». La frase resta sospesa, quasi a voler chiarire i ruol
Nel frattempo, ieri mattina, il colle di Tuvixeddu ha accolto una visita, organizzata da Legambiente, dei parlamentari Francesco Sanna e Roberto della Seta (entrambi senatori del Pd), guidati nel cuore della necropoli dai volontari di Lgambiente e dall'archeologo Alfonso Stiglitz. Non una semplice scampagnata, ma un tuffo nella storia del colle, da ieri salito alla ribalta nazionale dopo la decisione di istituire un Osservatorio nazionale parlamentare su Tuvixeddu. Oltre ai due senatori, ne faranno parte anche i deputati Guido Melis e Amalia Schirru, ieri assenti al sopralluogo.
A presiedere l'osservatorio dovrebbe essere Roberto Della Seta, già presidente nazionale di Legambiente, con l'organismo aperto anche a consiglieri regionali e parlamentari del centrodestra. «La vicenda del colle deve diventare un caso nazionale», spiega Vincenzo Tiana, presidente sardo dell'associazione ambientalista, «anche perché siamo in un insediamento tra i più importanti al mondo». Favorevoli alla necessità di tutelare la necropoli punica anche i parlamentari in visita ieri al colle. «Nonostante le aggressioni ricevute», ha detto Della Seta, «in questo sito c'è ancora moltissimo da proteggere. Serve un'attività legislativa idonea a garantirne la tutela, ma anche un riconoscimento dell'Unesco potrebbe contribuire alla salvaguardia». «È grave», ha detto Giuseppe Cualbu, «che uomini delle istituzioni si prestino a interventi di questo tipo, in prossimità delle camere di consiglio e di pronunciamenti dei tribunali, quasi a voler fare pressioni sui magistrati». Nelle prossime ore è prevista una nuova decisione del Consiglio di Stato sul secondo blocco dei lavori imposto dalla Giunta regionale. Il Tar ha già dato ragione al privato.
FRANCESCO PINNA
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