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Archivi
Gli archivi della Regione Sardegna, come tutti gli archivi delle pubbliche amministrazioni, sono dei sistemi complessi, facenti parte del più ampio sistema informativo dell'ente.
La normativa nazionale prescrive obblighi precisi per la tenuta e conservazione di tali archivi, riconoscendone il ruolo di servizio pubblico, la valenza centrale per l'attività amministrativa e per la tutela dei diritti dei cittadini (è sui documenti conservati negli archivi delle pubbliche amministrazioni, per esempio, che si esercita l’accesso agli atti, previsto e garantito dalla legge come mezzo di controllo democratico sull’operato dei pubblici poteri).
Al tempo stesso questi archivi sono, sin dalla loro formazione, beni culturali (art. 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio).

La Regione Autonoma della Sardegna cominciò a svolgere la propria attività istituzionale e a costruire la propria struttura organizzativa a partire dal 1949 (nel maggio del 1949 si svolsero le elezioni per il primo Consiglio regionale; nel luglio seguente fu nominata la Giunta regionale): quindi anche a produrre e conservare i documenti necessari allo svolgimento delle proprie funzioni. Peraltro, diversi complessi archivistici conservati nei depositi della Giunta regionale comprendono documentazione assai anteriore al 1949, per la presenza di archivi, o parti di essi, degli uffici statali ereditati e assorbiti dalla Regione in seguito ai trasferimenti di competenze dallo Stato alle Regioni. Il materiale documentario conservato negli archivi della Giunta regionale è dunque non solo quantitativamente rilevante ma anche di grande rilievo storico-culturale.

Tutti questi documenti infatti, accumulati e conservati per motivi pratici e giuridici, di autodocumentazione e organizzazione della propria memoria, sono al tempo stesso testimonianze di fatti: in essi leggiamo la storia dell'amministrazione regionale che li ha prodotti, le sue attività, le relazioni che ha stretto con altri soggetti e con il territorio, l'immagine di sé che vuole trasmettere. Questi documenti sono perciò anche fatti culturali, fonti potenziali per la storia e la ricerca.