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Legge Regionale 02 marzo 1956, n. 39

Norme per l' abolizione dei diritti esclusivi perpetui di pesca e per disciplinare l' esercizio della pesca nelle acque interne e lagunari della Sardegna.
Il Consiglio Regionale ha approvato
Il Presidente della Giunta Regionale promulga la seguente legge:

Art. 1
In applicazione del combinato disposto degli articoli3, lettera i), e 6 dello Statuto speciale per la Sardegna,approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3,e per effetto del trasferimento operato dall'art. 6 del DPR 19 maggio 1950, n. 327, ed ai fini dell'incremento della pesca nelle acque interne e lagunari della Sardegna e del progresso economico e sociale delle categorie interessate,tutti i diritti esclusivi di pesca nelle acque interne e lagunari della regione ancorché di pertinenza del demanio marittimo, detenuti a qualunque titolo da privati,società od enti, all'atto dell'entrata in vigore della presente legge sono dichiarati estinti con le modalità del successivo art. 3.

Art. 2
I diritti di carattere patrimoniale (compresa la quarta regia) costituiti a favore dell'erario statale trasferiti alla Regione sono da considerarsi anch'essi estinti e saranno sostituiti con la normale disciplina di concessione prevista dagli articoli 5 e seguenti della presente legge.

Art. 3
I possessori dei diritti di pesca, estinti in virtù della presente legge, hanno diritto ad una indennità ragguagliata alla media delle tasse pagate negli ultimi cinque anni per l' esercizio del diritto estinto commisurato al tasso di capitalizzazione del 5%.

Art. 4
L' Amministrazione regionale è autorizzata ad adottare,su proposta dell'Assessore all'agricoltura, uditi gli organi tecnici competenti, i provvedimenti atti a conseguire il razionale esercizio della pesca, anche con la esecuzione diretta ovvero in concessione delle opere di miglioramento dal punto di vista ittico delle acque di cui all'articolo1 della presente legge, ai sensi delle norme di cui al RDL 27 febbraio 1936, n. 799, convertito nella legge18 gennaio 1937, n. 314, nonché della legge regionale26 ottobre 1950, n. 46. Per l' esecuzione in concessione delle opere di miglioramento di cui al comma precedente e per le attribuzioni dei relativi contributi sono preferiti, ove offrano idonee garanzie tecniche, i concessionari degli specchi di acqua. A favore dei medesimi può essere abbuonato fino al50 per cento l' ammontare dei canoni dovuti alla Regione per l' esercizio della pesca, contro accertamento della graduale esecuzione delle opere di miglioramento di cui sopra.

Art. 5
Al fine precipuo: a) di incrementare l' attività peschereccia mediante la modernizzazione e razionalizzazione degli impianti, delle attrezzature e dei sistemi di pesca; b) di garantire la conservazione del patrimonio e di potenziare, coordinandola, l' industria peschereccia sarda; c) di favorire il progresso economico e sociale delle categorie interessate, L' Assessore all'agricoltura, d' accordo con l'Assessore alle finanze, sentiti i Comitati tecnici per la pesca e perla cooperazione, dispone concessioni temporanee di pesca riservata a favore di enti, società , privati che ne facciano regolare domanda. Le clausole dirette al raggiungimento dei fini sopra descritti sono inserite nel decreto di concessione. L'Assessore all'agricoltura vigila a che tali clausole siano osservate, diffidando gli interessati inadempienti e,ove occorra, provocando la revoca delle concessioni.

Art. 6
Nelle concessioni hanno la preferenza le cooperative di pescatori di mestiere regolarmente costituite, i consorzi di cooperative, le associazioni riconosciute tra cooperative e Comuni nel cui territorio si trovino le acque soggette a concessione, o tra cooperative ed enti pubblici regionali che abbiano per scopo lo sviluppo della pesca o della cooperazione in generale.

Art. 7
La durata della concessione non può essere superiore a 29 anni. La misura del canone e la durata della concessione sono determinate nel decreto di concessione. Esse sono fissate in rapporto alla pescosità delle acque, alla eventuale esistenza di impianti fissi da pesca o da allevamento,nonché ai particolari piani di opere da eseguire.

Art. 8
Le spese occorrenti per l' applicazione della presente legge graveranno su apposito capitolo da istituirsi nel bilancio regionale 1957 e sui capitoli corrispondenti dei bilanci successivi.

Art. 9
La presente legge entra in vigore nel giorno successivo a quello della sua pubblicazione. La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Data a Cagliari, il 25 luglio 1958