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Sostegno alle fasce sociali più deboli, approvata la direttiva

12.01.10 - servizi sociali e assistenziali
La Giunta regionale ha approvato la direttiva relativa ai criteri e alle modalità di gestione del Fondo di garanzia etica destinato a “sostenere persone appartenenti alle fasce sociali più deboli sottoposte a indebitamento insostenibile per la sopravvenuta onerosità di prestiti dalle stesse contratti”.

La direttiva in particolare individua:
a) le finalità, gli obiettivi, gli ambiti di applicazione, i beneficiari dell’intervento e i requisiti richiesti per l’accesso al microcredito;
b) i soggetti, le competenze, le procedure relative e le modalità organizzative per la realizzazione degli interventi;
c) la definizione dei processi decisionali e gestionali che presiedono l’attività del Fondo in applicazione del principio di separazione tra compiti e responsabilità di programmazione, di gestione, di valutazione e di controllo.

Il Fondo di garanzia etica è destinato alle persone e alle famiglie, residenti in Sardegna da almeno tre anni, che si trovano ad affrontare gravi situazioni di bisogno:

a) che in conseguenza della crisi economica vedano ridotto o perso il loro reddito da lavoro dipendente (per licenziamento o per mobilità ) o autonomo ( per chiusura dell’attività). Possono accedere ai benefici del Fondo anche le persone che fruiscono del trattamento di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria ed altri soggetti assimilabili (lavoratori precari, co.co.pro etc);
b) che in conseguenza di malattia o disabilità riconosciuta dai competenti uffici dell’Inps, abbiano un reddito inferiore a 10mila euro;
c) che hanno nel proprio nucleo familiare componenti in stato di disoccupazione o inoccupazione o almeno un familiare regolarmente iscritto ad un corso scolastico della scuola primaria e/o secondaria e/o ad un corso universitario;
d) che intendano fronteggiare il loro debito nei confronti delle banche, evitando che i relativi oneri appesantiscano la già precaria situazione patrimoniale e le ripercussioni delle relative segnalazioni e delle azioni coattive di recupero.

Le domande di microcredito devono riguardare tipologie di azione quali ad esempio: la facilitazione all’accesso alla locazione abitazioni, attraverso l’anticipazione totale o parziale del deposito cauzionale e del canone, la cura e l’assistenza dei figli e dei familiari anziani a carico, la gestione di problemi connessi allo stato di malattia, e di salute in genere, l’acquisto di beni essenziali per la salute, l’acquisto di beni durevoli per la casa di abitazione, il pagamento di utenze, le spese per il trasloco, le rate di prestiti e di mutuo scadute.

Il ricorso al Fondo, per un importo massimo concedibile di 5mila euro, presuppone che i richiedenti siano soggetti "non bancabili", denotino cioè difficoltà ad accedere al credito bancario.

Consulta la delibera


Ultimo aggiornamento: 12.01.10