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Turismo, il pane nelle piazze dell'Isola. Morandi: "Forte valore identitario legato a Expo"

"L'evento cade in un momento molto importante, in piena sintonia con lo spirito del'Esposizione universale - Nutrire il pianeta, energia per la vita - e con la ricoperta e la valorizzazione di una ricchezza propria delle comunità locali su cui dobbiamo fare un investimento importante". Così ha detto l'assessore Morandi.
CAGLIARI, 15 GIUGNO 2015 - Otto Comuni, uno per ogni Provincia, tutte le domeniche una volta alla settimana, prepareranno in piazza dal 12 luglio i pani tipici, artistici e rituali della tradizione isolana. La prima data sarà Borore. Poi Quartucciu, Giba, Olmedo, Sanluri, Perdasdefogu, Sant'Antonio di Gallura e Samugheo. Il progetto "In nome del pane", realizzato dall'assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio in collaborazione con L'Unione delle Pro loco Sardegna, è stato presentato oggi, in concomitanza con la Festa del pane di Expo, dall'assessore Francesco Morandi: "L'evento cade in un momento molto importante, in piena sintonia con lo spirito del’Esposizione universale - Nutrire il pianeta, energia per la vita - e con la riscoperta e la valorizzazione di una ricchezza propria delle comunità locali su cui dobbiamo fare un investimento importante".

Due mesi di appuntamenti, sino a settembre, nei centri storici dell’isola durante i quali si riscoprirà l’originaria pratica della panificazione. L'iniziativa ripartirà quindi da maggio a ottobre del prossimo anno. Le giornate sulla riscoperta e la valorizzazione del cibo tradizionale e rituale, vedono il coinvolgimento di oltre trenta Comuni e dei musei del pane di Borore, di Monteleone Roccadoria e di Olmedo.

Antica espressione civiltà rurale. "Il pane rappresenta in tutti i territori della Sardegna, e in particolare in quelli interni, l’espressione più antica della civiltà rurale pastorale legata ad arcaiche tradizioni civili e religiose", continua l’assessore Francesco Morandi. I passaggi preparatori che portano alla lavorazione del pane e tutte le sue componenti - forni, simboli, forme, ricami, macine, grani, lievito, farine, crusche - si tramandano da secoli ma sono purtroppo a rischio estinzione. "Il progetto che presentiamo oggi - spiega il titolare del Turismo - si prefigge pertanto di arrestare questo processo disgregante".

Candidatura all'Unesco. L’iniziativa esprime un forte valore turistico, da un lato, per l’animazione territoriale, d’altra parte, per la grande opportunità di raccontare l'isola attraverso il cibo, di cui il pane è il primo simbolo. Da un recente studio a livello europeo emerge che la Sardegna possiede circa l’80 per cento dei pani tipici italiani, il restante 20 per cento è presente in prevalenza nell’Italia del sud: "Per questo motivo - osserva l'assessore - prevediamo la possibilità di proporre la candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità all'Unesco dei nostri pani tipici, in linea con un progetto di ampio respiro e di forte valore identitario in grado di coinvolgere gran parte della regione, radicato soprattutto nei Paesi dell'interno, e di produrre un grande ritorno di immagine delle comunità locali".

Pane sardo a Expo. Il richiamo a Expo è fondamentale: da domani, grazie alla collaborazione con la Federazione delle associazioni sarde in Italia, personale qualificato presenterà il territorio attraverso il cibo negli spazi della Regione a Milano. "L'esposizione universale ha una valenza di promozione della Sardegna tanto all’esterno quanto all’interno dell'isola - conclude l’esponente della Giunta Pigliaru - puntiamo così su un sistema di offerta molto vicino ai piccoli Comuni che hanno tantissimo da offrire e attiriamo l’attenzione sulla nostra destinazione e sulle grandi possibilità di fare turismo in maniera molto diversa da quella consueta".