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Fauna selvatica, Sardegna prima in Italia ad attivare i carnai aziendali per tutelare i grifoni

Per i responsabili del progetto si tratta di "un risultato importantissimo che riconosce e promuove quel mondo agropastorale che ha saputo mantenere vivo il rapporto mutualistico tra l’uomo e il grifone. Una decisione che premia le tante associazioni che da 30 anni si battono per la conservazione di questa specie".
CAGLIARI, 9 NOVEMBRE 2016 - La Sardegna è la prima Regione italiana ad attivare le deroghe previste dai regolamenti comunitari per lo smaltimento dei Soa (carcasse animali) e i carnai aziendali per l’alimentazione dei grifoni e degli uccelli necrofagi. Hanno espresso soddisfazione gli assessori della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano e della Sanità Luigi Arru per un risultato importante in materia di tutela dell’avvoltoio Grifone, ottenuto nel più rigoroso rispetto delle norme sanitarie che consentiranno l’attivazione di stazioni di alimentazione per il grifone e gli uccelli necrofagi nelle aziende che ricadono nell’areale del Bosano e Piana di Campeda.

L’iter di approvazione era iniziato negli uffici dell’assessorato della Difesa dell’Ambiente: nella determina n. 422 del 13/05/2014 erano stati valorizzati i risultati di 30 anni di progetti di conservazione del Grifone in Sardegna. Il percorso si èconcluso con l’approvazione della determina n. 1199 del 19/10/2016 da parte dell’assessorato alla Sanità.

Si tratta di un provvedimento sollecitato dal progetto "Life Sotto le ali del grifone", finanziato dal Programma LIFE dell’Unione europea e condotto dall’Università degli Studi di Sassari insieme all’Agenzia Forestas, al Corpo Forestale di Vigilanza Ambientale e al Comune di Bosa, per tutelare l’unica colonia naturale di questa avvoltoio in Italia.

Per i responsabili del progetto si tratta di "un risultato importantissimo che riconosce e promuove quel mondo agropastorale che ha saputo mantenere vivo il rapporto mutualistico tra l’uomo e il grifone. Una decisione che premia le tante associazioni che da 30 anni si battono per la conservazione di questa specie".

Dopo il morbo della "Mucca pazza" e il successivo regolamento europeo n 1.774 sono state poste forti restrizioni allo smaltimento delle carcasse di animali di allevamento. Da allora Francia, Spagna e Italia si sono impegnate per ottenere delle deroghe sullo smaltimento che tutelassero la salute pubblica e la conservazione di questi animali, per la consapevolezza del valore che hanno i necrofagi nella catena alimentare. Spagna e la Francia, grazie all’incremento di buone pratiche e alla loro condivisione, hanno scongiurato il rischio di estinzione per i grifoni e vedono crescere le popolazioni di altri due 'vulturidi': il monaco e il gipeto. L’Italia è riuscita a ottenere delle deroghe necessarie ma non sufficienti a garantire la conservazione di questi animali.

Per tali motivi nel 2014 il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell'Università degli Studi di Sassari, insieme a Forestas, al Corpo forestale e al Comune di Bosa, ha deciso di presentare un progetto Life per migliorare lo stato dell’arte e utilizzare nel nostro territorio le buone pratiche adottate con successo in tutta Europa.

Per novembre, a Bosa e a Macomer, sono state fissate le assemblee con gli allevatori della zona per illustrare questa possibilità, le cui procedure autorizzative saranno in capo al Servizio Veterinario di Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche (SIAPZ) dell'azienda sanitaria.

Leggi l'articolo del 5 settembre 2015 : "Fauna selvatica, approvato progetto per salvaguardia grifone. Spano: l'isola all'attenzione della comunità scientifica"