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Ultima giornata del seminario sulle coste

Presentate al pubblico le esperienze di Sardegna, Francia e Croazia nella gestione integrata delle zone costiere. Turchia, Libano, Algeria, Tunisia e Marocco hanno richiesto il Piano paesaggistico regionale e il progetto "Costeras" per poterli proporre ai rispettivi Parlamenti.
Buggerru spiaggia
CAGLIARI, 21 MAGGIO 2008 - Sono in corso di svolgimento al Palazzo dei congressi "Maria Pia" di Alghero i quattro Workshop che concludono i tre giorni dedicati alla tutela delle zone costiere e alla loro gestione integrata, di cui hanno discusso i rappresentanti di quattordici Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. I laboratori, coodinati da Francesca Santoro e gestiti da docenti delle Università di Sassari e Cagliari, sono aperti agli studenti universitari e delle scuole superiori. Tra le varie iniziative, da segnalare quelle dei Comuni di Palau e Orosei, che hanno presentato le rispettive esperienze di gestione integrata delle zone costiere: esempi tangibili di come si possa creare occupazione nel pieno rispetto dell'ambiente.

I lavori del seminario internazionale ieri sera erano terminati con l'approvazione del testo della "Sardinia Declaration", un impegno assunto dai delegati e dagli Ambasciatori delle coste del Mediterraneo alla presenza dei rappresentanti dell'Onu e della Commissione europea per l'ambiente: una Carta d'intenti che contribuirà a garantire l'applicazione di un protocollo comune dopo gli accordi siglati a Madrid nello scorso mese di gennaio.

Questa mattina, durante il seminario conclusivo aperto al pubblico, sono state presentate ancora le esperienze di Sardegna, Francia e Croazia. La Regione nei prossimi giorni tradurrà in inglese e francese i testi dei principali provvedimenti legislativi in materia di tutela ambientale, tra quelli adottati negli ultimi anni: Turchia, Libano, Algeria, Tunisia e Marocco hanno richiesto il Piano paesaggistico regionale e il progetto "Costeras" (dedicato alla salvaguardia delle otto borgate marine della Sardegna), per poterli adattare e proporre ai rispettivi Parlamenti. La Sardegna, dunque, non è stata presa a modello soltanto a parole.

Questa mattina il seminario, moderato dal direttore esecutivo della Conservatoria delle coste, Alessio Satta, ha visto la partecipazione di: Cicito Morittu, assessore regionale dell'Ambiente; Ivica Trumbic, direttore esecutivo del Pap-Rac (il Programma di azioni prioritarie delle Nazioni Unite per il Mediterraneo); Attilio Mastino, prorettore dell'Università di Sassari; Ignazio Camarda, Sandro Roggio e Sandro Demuro, componenti il comitato scientifico della Conservatoria; Fabrice Bernard, responsabile Cooperazione internazionale per la Conservatoire du Littoral (Francia); Gojko Berlengi, responsabile progetto Coast per Undp in Croazia.