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Commercio

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Il commercio, anche in Sardegna, soffre di una situazione di crisi generale che per il nostro territorio è legata ad una pluralità di fattori.

Le motivazioni principali della crisi generale del commercio in Sardegna sono: i limiti del nostro sistema infrastrutturale; la mancanza dell’estensione della continuità territoriale al trasporto merci; le piccole dimensioni delle imprese sarde; gli squilibri determinati dalla grande distribuzione ed una motivazione, che investe anche il territorio nazionale, che è il calo generalizzato dei consumi derivante dalla diminuzione della capacità di spendita della popolazione.

I dati statistici indicano la presenza in Sardegna di circa 120.000 imprese produttive, di queste il 48% è costituito da aziende che svolgono attività riguardanti il commercio, il turismo e i servizi. Dai dati rilevati dalla Camera di Commercio di Cagliari il totale delle imprese attive esistenti in Sardegna è di 57.000, di queste circa 39644 operano nel commercio (dati riguardanti il III trimestre 2003).

Come interviene la Regione
La Regione Sardegna, ed in particolare l’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, interviene per sostenere la nascita e lo sviluppo delle attività commerciali (Legge Regionale n. 9 del 2002). Vengono inoltre dati contributi ai commercianti consorziati per promuovere i centri urbani (Legge regionale n. 6 del 2001). Vi è poi la possibilità di accedere a contributi in conto interesse in favore delle imprese commerciali associate al Consorzio Fidi.

Quali i programmi
Il Governo regionale intende predisporre il Piano Regionale del Commercio, strumento indispensabile per una corretta pianificazione delle attività ed una regolamentazione di questo comparto.
Di fondamentale importanza è il rafforzamento, oltre che degli strumenti di programmazione, anche di quelli relativi al monitoraggio sull’attuazione delle leggi di settore che rappresenta gli effetti prodotti sull’economia e sul lavoro e che consente di adeguare le modalità di intervento laddove sia opportuno.