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Industria

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Migliorare il coordinamento tra la gestione delle politiche industriali, gli strumenti della programmazione negoziata e le iniziative per lo sviluppo locale è uno degli obiettivi della Regione.

La situazione attuale dell’industria in Sardegna
Il settore industriale in Sardegna, comprensivo dell’industria estrattiva, manifatturiera, della produzione di energia e delle costruzioni ha prodotto nel 2002 il 20,3% del PIL, un peso relativamente limitato se confrontato alla media nazionale (27,1%) Tale peso si è inoltre ridotto nel tempo poiché il tasso di crescita del valore aggiunto realizzato dal settore negli ultimi sette anni è pari a meno della metà rispetto tasso di crescita regionale (0,8% contro 1,8%). Questo valore, benché esemplificativo, è tuttavia una media, che come tale riassume dinamiche settoriali tra loro molto differenti: nel caso del settore della produzione energetica infatti le capacità di creare reddito migliorano, peggiorano nel settore delle costruzioni e si mantengono in una situazione di sostanziale stabilità nel settore manifatturiero ed estrattivo.

All’interno della manifattura mostrano buone capacità di crescita il settore alimentare, il settore della lavorazione di minerali non metalliferi, il settore meccanico e dei trasporti e quello della lavorazione del legno. A parte il settore meccanico, si tratta di settori strettamente legati all’utilizzo di risorse locali, in qualche caso legati anche ad un “saper fare” tradizionale. I settori che invece hanno perso competitività e capacità di creare valore aggiunto sono, come è ormai noto, quelli legati agli investimenti degli anni ’70: il settore della petrolchimica e quello della produzione e lavorazione di metalli.

Come interviene la Regione
L’Assessorato dell’industria interviene sulla struttura industriale della Sardegna attraverso l’erogazione di diversi incentivi finanziari, con l’obiettivo di contribuire alla risoluzione dei principali problemi che le imprese industriali devono fronteggiare. Per favorire l’espansione e il rafforzamento della base produttiva, sono disponibili i contributi in conto capitale per investimenti previsti dalla legge regionale n. 15/1994 e dalla legge n. 17/1993, ai quali possono essere affiancati i contributi in conto interessi previsti dalla legge regionale n. 21/1993.

Il problema del credito delle PMI è inoltre affrontato dalla legge n. 2/2001, che concede contributi destinati all’integrazione dei fondi rischi e del patrimonio di garanzia dei Consorzi fidi costituiti con la finalità di fornire ai propri soci le garanzie necessarie per l’accesso al credito. Le imprese in difficoltà congiunturale possono invece beneficiare dei finanziamenti agevolati concessi dalla legge regionale n. 66/1676, mentre la riconversione delle aree minerarie della Sardegna è agevolata dalla legge regionale n. 33/1998 che concede contributi in conto capitale alle PMI del settore estrattivo o manifatturiero e alle società turistico-alberghiere che decidano di localizzare la propria attività nelle aree minerarie in crisi della Sardegna.


Quali i programmi
Il programma di governo regionale prevede che venga sostenuta l’industria manifatturiera esistente attraverso processi di riconversione e di riconduzione ad una piena compatibilità ambientale.
Vengano inoltre consolidate le agevolazioni per le tariffe di energia elettrica fino alla realizzazione del sistema energetico regionale; vengano previsti per le imprese sarde sgravi fiscali sui combustibili disponibili fino al collegamento della Sardegna con la rete del metano; puntare ad azioni che elevino il livello generale del sistema produttivo rivedendo e completando, semplificando e unificando il sistema regionale di incentivazione, introducendo come elemento discriminante la qualità e l’innovatività del prodotto, del processo produttivo e della strategia di mercato.