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Caccia e pesca

caccia e pesca
La caccia e la pesca sono divenute attività soggette a severo monitoraggio perché anche in Sardegna, come nel resto d’Europa, sono aumentati gli inteventi di tutela dell'ecosistema.

La caccia
Il nostro territorio, considerate le caratteristiche morfologiche, possiede vaste aree, specie nell’interno, che hanno conservato un habitat naturale pressoché immutato.
La Regione tutela la fauna selvatica secondo metodi di razionale programmazione del territorio e di uso delle risorse naturali e della biodiversità.
Per tale finalità la Regione istituisce o tutela delle oasi e dei parchi permanenti di protezione faunistica e promuove il ripopolamento di specie in via di estinzione (Parco nazionale dei monti del Gennargentu, Parchi regionali del Monte Limbara, della Giara di Gesturi, del Monte Arci, del Monte Linas, Riserva naturale del Monte Orriola, Oasi di Sale Porcus, Oasi di Carloforte, Oasi di Monte Arcosu). L’Amministrazione regionale predispone elenchi di animali protetti, dei quali è tassativamente vietata la caccia, ed indica le specie che possono essere cacciate. Annualmente viene fissato un calendario venatorio che i cacciatori devono rispettare, pena severe sanzioni.
A supporto dell’attività dell’Assessorato dell’Ambiente è stato istituito un Comitato regionale faunistico che ha compiti di programmazione e consulenza. Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale svolge invece funzioni di controllo nel territorio.

La pesca
La Regione interviene a disciplinare in maniera puntuale l’esercizio di questa attività, sia rilasciando le licenze di pesca, sia stabilendo una serie di autorizzazioni all’esercizio della pesca per le imprese o i pescatori singoli; inoltre, definisce annualmente i periodi di fermo biologico nel corso dei quali è vietato l’esercizio di tale lavoro ( Legge regionale n. 37 del 1956).
La Regione disciplina in modo puntuale i diversi tipi di pesca che possono essere praticati (corallo, molluschi, tonno etc). Nell’Assessorato dell’Ambiente è istituito il Comitato tecnico consultivo regionale per la pesca che ha compiti di supporto e di proposta.
Sono nate in questi ultimi anni aree marine protette (del Sinis, di Porto Conte, di Molentargius, di Mal di Ventre, di Tavolara, di Punta Coda Cavallo, dell’Asinara, dell’arcipelago della Maddalena) che costituiscono una ricchezza inestimabile per la Sardegna e per il mondo.

L’Amministrazione regionale sostiene l’industria peschereccia attraverso la concessione di contributi per il miglioramento delle condizioni di pesca con l’acquisizione di apparecchiature tecnologicamente avanzate, la diffusione di conoscenze di nuovi ritrovati e la costruzione, l’ammodernamento e l’acquisto di nuove imbarcazioni.
L’Amministrazione regionale interviene, inoltre, in caso di calamità naturali a sostegno delle imprese e degli operatori.

Quali i programmi
Il governo regionale intende dare immediata attuazione alla Legge regionale n.23 del 1998, avviando adeguati investimenti sulle attività di monitoraggio e di ricerca scientifica applicata, di sorveglianza e prevenzione dei fenomeni di bracconaggio e del randagismo. Grande importanza ha la redazione del Piano Faunistico Venatorio Regionale.
Nel settore della pesca sono fondamentali gli investimenti finalizzati al monitoraggio delle attività, alla ricerca e all’innovazione, alla formazione manageriale dell’imprenditoria per rendere competitiva l’industria peschereccia in Sardegna e salvaguardare l’inestimabile patrimonio del mare e degli stagni.