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Riforma e statuto

riforma e statuto
Le recenti riforme costituzionali hanno modificato profondamente la forma dello Stato con una forte accentuazione dell’autonomia regionale e locale.

L’attuazione del federalismo amministrativo, sia a livello statale sia a livello regionale, comporta un considerevole passaggio di competenze e trasferimenti di funzioni e compiti amministrativi alla Regione e, da questa, agli enti locali. Ciò richiede una profonda riorganizzazione della Regione e dei suoi apparati. Il ruolo della Regione quale ente di programmazione, di indirizzo e di controllo dovrà emergere con chiarezza. Forte e e deciso ridimensionamento delle sue funzioni di amministrazione attiva, diretta e indiretta, in applicazione dei principi di sussidiarietà e di adeguatezza, sanciti dalla Carta costituzionale.

Tali innovazioni esigono urgenti adattamenti e riforme non solo a livello della Regione in senso stretto ma anche con riferimento al più ampio “sistema regionale”, comprensivo degli enti strumentali. Conseguentemente, anche come esigenza da tempo sentita, dovrà essere realizzata la riforma degli enti regionali secondo regole e principi di economicità e di efficacia, tramite accorpamento, soppressione o modifica degli stessi. Dovranno, inoltre, essere attuate le attività strumentali alla effettiva operatività delle nuove Province.

In rapporto alla mutata forma di governo regionale che ha modificato le prerogative del Presidente della Regione, con conseguenti cambiamenti nei rapporti istituzionali e nelle competenze della Giunta e degli assessorati, saranno ridefinite le competenze del Presidente, della Giunta e degli assessori, nonché i settori di pertinenza di ciascun assessorato, attualmente stabiliti con la legge regionale n. 1 del 1977.
Anche l’organizzazione amministrativa della Regione deve essere orientata a ricondurre l’apparato regionale ad una reale coerenza organizzativa con le citate funzioni di programmazione, indirizzo e controllo.