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Valutazione di incidenza
Ultimo aggiornamento: 2015-08-18 13:01:28

Dove rivolgersi:
Direzione generale della difesa dell'ambiente
Assessorato della difesa dell'ambiente
Servizio valutazioni ambientali
Via Roma, 80 - 09123 Cagliari
Tel:070/6066720 Fax:070/6066703
Email:
Indirizzo emailamb.sva@regione.sardegna.it
Per informazioni ed accesso agli atti
Ufficio Relazioni con il Pubblico della Difesa dell'Ambiente
Via Roma, 80 - 09123 Cagliari
Tel:070/6067031 Fax:070/6066615-6697
Email:
Indirizzo emailamb.urp@regione.sardegna.it
Giorni e orario di ricevimento: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13, il pomeriggio lunedì e mercoledì dalle 16 alle 17
Destinatari:
Proponenti di piani territoriali, urbanistici e di settore, di progetti ed interventi che interessano le aree della rete "Natura 2000" non direttamente connessi e necessari al mantenimento in uno stato soddisfacente di conservazione delle stesse o che ricadono parzialmente o interamente nelle aree naturali protette.
Sono da assoggettare alla valutazione di incidenza anche le iniziative che, pur ubicate all'esterno di siti di importanza comunitaria e zone di protezione speciale, producono i loro effetti all'interno di dette aree.
Termini di conclusione del procedimento:
60 giorni dal ricevimento dello studio.
Termini di presentazione:
La domanda di incidenza può essere presentata in qualunque momento.
Documentazione:
La domanda deve essere accompagnata da un apposito studio su supporto sia cartaceo che informatico.
Lo studio di incidenza deve contenere tutti gli elementi necessari per individuare e valutare i possibili impatti che l’opera ha sulle specie e sugli habitat per cui quel sito è stato designato. In particolare, deve essere composto da:
- elementi descrittivi dell’intervento ed inquadramento territoriale con evidenziata la sovrapposizione territoriale con i siti di Rete Natura 2000;
- descrizione quali-quantitativa e localizzazione delle specie faunistiche e floristiche per le quali i siti della zona interessata dall’intervento e delle zone limitrofe (analisi di area vasta) sono stati designati e su cui il progetto potrebbe avere effetti indotti;
- analisi degli impatti diretti ed indiretti che l’intervento potrebbe avere sia in fase di cantiere che di regime. L’analisi deve fare riferimento al sistema ambientale nel suo complesso considerando quindi le componenti biologiche, abiotiche ed ecologiche.

Qualora siano evidenziati impatti lo studio deve illustrare le misure mitigative che dovranno essere messe in atto per minimizzarli.

Sono esclusi dalla procedura di incidenza gli interventi che contengono solo previsioni di: opere interne, manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, che non comportano aumento di volumetria e/o di superficie e/o modifiche di sagoma a condizione che il soggetto proponente o il tecnico incaricato dichiarino che gli interventi proposti non abbiano né singolarmente né congiuntamente ad altri interventi, incidenze significative sui siti. Sono fatte salve specifiche e particolari necessità evidenziate dai piani di gestione dei siti di rete "Natura 2000".

Inoltre, per una corretta predisposizione dello studio di incidenza, si invita a scaricare lo schema riportato nella sezione "allegati" ed a consultare i seguenti documenti orientativi:

A) Formulario standard dei siti di importanza comunitaria, zone di protezione speciale e zone speciali di conservazione;
B) Valutazione di piani e progetti aventi un'incidenza significativa sui siti della "Rete Natura 2000" - Guida metodologica alle disposizioni dell'art. 6, paragr. 3 e 4, della Direttiva Habitat 92/43/CEE;
C) "Manuale di interpretazione degli habitat europei 2003";
D) Manuale "La gestione dei siti della Rete Natura 2000 - Guida all'interpretazione dell'art. 6 della Direttiva Habitat 92/43/CEE".
Modalità o descrizione:
Lo studio di incidenza deve individuare e valutare gli effetti che l'iniziativa può avere sui siti di importanza comunitaria (SIC) e/o sulle zone di protezione speciale (ZPS) e sulle zone speciale di conservazione (ZSC), tenuto conto degli obiettivi di conservazione dei medesimi.

Le interferenze debbono tener conto della qualità, della capacità di rigenerazione delle risorse naturali della zona e della capacità di carico dell'ambiente naturale, con riferimento minimo alla cartografia del progetto CORINE LAND COVER, un progetto che fa parte del programma comunitario CORINE, il sistema informativo creato allo scopo di coordinare a livello europeo le attività di rilevamento, archiviazione, elaborazione e gestione di dati territoriali relativi allo stato dell'ambiente.

L'ufficio istruttore, valutato lo studio, si esprimerà in merito mediante atto, entro 60 giorni dalla ricezione della relazione. L'eventuale richiesta di integrazioni, che l'ufficio istruttore può formulare una sola volta, sospende il termine per la valutazione di incidenza che decorre nuovamente dalla data in cui le integrazioni pervengono. L'autorità competente al rilascio dell'approvazione definitiva del piano, progetto o intervento, acquisisce preventivamente l'esito della valutazione di incidenza, eventualmente individuando modalità di consultazione del pubblico interessato.

Nel caso in cui i progetti si riferiscono ad interventi ai quali si applica la procedura di valutazione di impatto ambientale, la valutazione di incidenza è ricompresa nell'ambito della predetta procedura, che considera gli effetti diretti ed indiretti dei progetti sugli habitat e sulle specie per i quali i siti sono stati individuati.
Normativa di Riferimento:
- Direttiva del Consiglio n. 79/409/CEE del 02/04/1979 - concernente la conservazione degli uccelli selvatici [file .pdf]
- Legge regionale n. 31 del 07/06/1989 - Norme per l'istituzione e la gestione dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturalistica ed ambientale
- Legge n. 157 del 11/02/1992 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio
- Direttiva CEE n. 92/43 del 21/05/1992, art. 6 - relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonchè della flora e della fauna selvatiche e s.m.i. [file .pdf]
- Decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 08/09/1997 - Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche (testo aggiornato e coordinato al D.P.R. n. 120/2003) [file .pdf]
- Direttiva CE del Parlamento europeo e del Consiglio n. 42/2001 del 27/06/2001 - concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente [file .pdf]
- Decreto del Ministero dell'Ambiente del 03/09/2002 - Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000 [file .pdf]
- Decreto Ministeriale Ambiente n. 428 del 25/03/2005 - Sostituzione dell'elenco dei proposti siti di importanza comunitaria (SIC) per la regione biogeografica mediterranea divulgati con D.M. 03/04/2000 n. 65.
- Decreto Ministeriale Ambiente n. 429 del 25/03/2005 - Sostituzione dell'elenco delle zone di protezione speciale (ZPS) divulgate con D.M. 03/04/2000 n. 65
- Decisione della Commissione Europea del 19/07/2006 - Adotta a norma della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, l'elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea [file .pdf]
- Decreto del Ministero dell'Ambiente del 17/10/2007 - Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e a Zone di Protezione Speciale (ZPS) [file .pdf]
- Decreto del Ministero dell'Ambiente del 22/01/2009 - Modifica del decreto 17 ottobre 2007, concernente i criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative alle zone speciali di conservazione (ZSC) e Zone di protezione speciale (ZPS) [file .pdf]
- Legge regionale n. 3 del 07/08/2009, art. 5, comma 24 - Disposizioni urgenti nei settori economico e sociale
- Direttiva CE n. 147/2009 del 30/11/2009 - Direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici [file .pdf]
Note:
1) Per siti di importanza comunitaria si intende un sito che è stato inserito nella lista dei siti selezionati dalla Commissione europea. che nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale o di una specie animale e vegetale in uno stato di conservazione soddisfacente e che può, inoltre, contribuire in modo significativo alla coerenza della rete ecologica "Natura 2000", al fine di mantenere la diversità biologica nella regione biogeografica o nelle regioni biogeografiche in questione. Per le specie animali che occupano ampi territori, i siti di importanza
comunitaria corrispondono ai luoghi, all'interno della loro area di distribuzione naturale, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita e riproduzione.

2) Per zone speciali di conservazione si intende un sito di importanza comunitaria designato, in cui sono applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali o delle popolazioni delle specie per cui il sito è designato.

3) Per zone di protezione speciale si intende le zone costituite da territori idonei, per estensione e/o localizzazione geografica, alla conservazione delle specie di uccelli.
Allegati e collegamenti:
SCHEMA ESPLICATIVO DELL’ALLEGATO G AL D.P.R. 8.09.1997, n. 357 [file .pdf]
Informazione a cura dell'Urp della Presidenza
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