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Tv, Cappellacci: lettera appello a Presidenti Regioni

"I timori espressi dalle emittenti locali, nelle Regioni dove già è avvenuto lo switch-off per la conversione dei segnali televisivi dall’analogico al digitale, ci obbligano a valutare con attenzione le eventuali ricadute in negativo derivanti dalle applicazioni su tutto il territorio nazionale della direttiva dell’AGCOM che escluderebbe le emittenti regionali dalla sintonizzazione nei nove tasti del telecomando". E' l'appello del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ai presidenti delle altre Regioni per portare avanti un’azione unitaria ("siamo per un federalismo televisivo") nel contenzioso aperto con l’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni.
Ugo Cappellacci Presidente giunta Regionale
CAGLIARI, 27 APRILE 2010 - "I timori espressi dalle emittenti locali, nelle Regioni dove già è avvenuto lo switch-off per la conversione dei segnali televisivi dall’analogico al digitale, ci obbligano a valutare con attenzione le eventuali ricadute in negativo derivanti dalle applicazioni su tutto il territorio nazionale della direttiva dell’AGCOM che escluderebbe le emittenti regionali dalla sintonizzazione nei nove tasti del telecomando".

E' l'appello del presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, ai presidenti delle altre Regioni per portare avanti un’azione unitaria ("siamo per un federalismo televisivo") nel contenzioso aperto con l’Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni.

Il Governatore - che domani pomeriggio incontrerà a Roma il presidente dell’AGCOM, dott. Corrado Calabrò – ricorda agli altri Presidenti di Regioni che il sistema digitale terrestre, e’ già operativo in Sardegna e altre cinque Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte occidentale, Lazio, Campania e Trentino Alto Adige) e che il processo di diffusione del sistema digitale a tutto il territorio nazionale si concluderà entro il 2012, cosi’ come richiesto dall’UE. “Le decisioni di oggi – osserva il presidente della Giunta - rischiano di condizionare il futuro finanziario-imprenditoriale delle televisioni regionali e dell’insieme dell’emittenza locale, uno dei cardini del pluralismo dell’informazione".

Cappellacci sottolinea che, dai dati ufficiali dell’Auditel, si evince come le emittenti locali siano presenti in grandissima maggioranza nei tasti 8 (media 85,80%) e 9 (media 90,30%) del telecomando degli italiani. “Il posizionamento dell’emittenza locale nei primi 9 tasti del telecomando è, da un punto di vista economico, un ‘bene intangibile’ equiparabile all’avviamento d’impresa. La retrocessione della posizione, dai numeri 8 e 9, comporterebbe un calo di ascolti, traducibile in una diminuzione della raccolta pubblicitaria, mettendo a serio rischio l’esistenza delle imprese e delle loro professionalità, incidendo negativamente sul sistema democratico del nostro paese”.