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Acqua: Regione, protocollo d'intesa per riutilizzo risorse idriche Palau

L'intesa prevede che le acque reflue di Palau, al termine del loro ciclo di depurazione, siano utilizzate principalmente per l'irrigazione del verde pubblico e privato creando, quindi, un'alternativa all'utilizzo della più preziosa acqua “di condotta”, che sarebbe così destinata, massimamente, all’utilizzo idropotabile umano. "Il documento siglato oggi - ha dichiarato il presidente della Giunta Cappellacci - é in linea con la nostra idea di sviluppo del territorio compatibile con la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio".
Pr.Cappellacci firma protocollo d' intesa per acque reflue di Palau
CAGLIARI, 10 MARZO 2011 - Si avvia una nuova stagione nella politica dell'acqua in Sardegna, con un significativo passo avanti per il riutilizzo delle risorse idriche. Stamane, a Villa Devoto, è stato infatti firmato un protocollo d'intesa tra Regione, Comune di Palau, Abbanoa, Autorità d'Ambito, Provincia di Olbia Tempio e Arpas. "Il documento siglato oggi - ha dichiarato il presidente della Giunta regionale, Ugo Cappellacci - é in linea con la nostra idea di sviluppo del territorio compatibile con la salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio".

L'intesa prevede che le acque reflue di Palau, al termine del loro ciclo di depurazione, siano utilizzate principalmente per l’irrigazione del verde pubblico e privato creando, quindi, un’alternativa all’utilizzo della più preziosa acqua “di condotta”, che sarebbe così destinata, massimamente, all’utilizzo idropotabile umano. Questo, oltreché in linea con la direttiva europea sull’acqua, comporterà un notevole risparmio per le amministrazioni locali e, di riflesso, per le famiglie.

L'impianto di depurazione di Palau è attualmente in fase completamento attraverso un recente appalto di Abbanoa, per 8 milioni di euro, concessi dall’Autorità d’ambito della Sardegna. E’ previsto l’ampliamento e adeguamento dell’impianto, anche con riguardo al sistema di raccolta dei reflui del territorio comunale e la rete di distribuzione delle acque depurate, che raggiunge le diverse aree destinate a verde pubblico, a pascolo naturale, colture foraggiere e giardini privati. “Auspico – ha concluso il presidente Cappellacci – che si prosegua lungo il percorso avviato con il supporto del Distretto idrografico della Sardegna”.