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Cappellacci e La Spisa: "Contestualizzare territorialmente la decisione di liberalizzare le licenze dei taxi"

In Sardegna, dove il lavoro ha una spiccata peculiarità stagionale, potrebbe quindi verificarsi una situazione di concorrenza per la quale, soprattutto nel periodo estivo, l'isola potrebbe diventare meta di arrivo per i taxi provenienti da altre Regioni con conseguenze immaginabili per gli operatori locali.
palazzo regione giunta
CAGLIARI, 16 GENNAIO 2012 - "Faremo presente al premier Monti gli effetti negativi che si avrebbero in Sardegna se non venisse rivisto l'attuale decreto sulla liberalizzazione delle licenze dei taxi e chiederemo una contestualizzazione territoriale. Auspichiamo che vengano analizzate le specificità della nostra isola in considerazione del fatto che il settore risente di una stretta stagionalità".

E' quanto affermato dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci e dal vice presidente e assessore della Programmazione, Giorgio La Spisa, in merito alle preoccupazioni dei tassisti sardi sulla liberalizzazione delle licenze. Tre, le problematiche principali emerse oggi nel corso di un incontro tra la delegazione dei tassisti sardi e il vice presidente della Regione.

Abolizione territorialità - Gli operatori potrebbero esercitare la professione anche all'esterno dell'area per la quale è stata concessa originariamente la licenza. In Sardegna, dove il lavoro ha una spiccata peculiarità stagionale, potrebbe quindi verificarsi una situazione di concorrenza per la quale, soprattutto nel periodo estivo, l’isola potrebbe diventare meta di arrivo per i taxi provenienti da altre Regioni con conseguenze immaginabili per gli operatori locali.

Istituzione dell’agenzia per i trasporti - Nel caso venisse istituita l'agenzia competente per il rilascio delle concessioni, il rischio è che vengano immesse sul mercato un numero di nuove licenze troppo elevato rispetto all’effettiva richiesta.

Cumulabilità licenze - nell'ipotesi ci fosse il via libera alla cumulabilità di licenze senza alcun limite il rischio sarebbe quello della possibile apertura del mercato a grossi gruppi industriali, cosa che avrebbe ripercussioni fortemente negative sui piccoli operatori.

La Delegazione ha sottolineato inoltre, l’opportunità di istituire una Commissione consultiva regionale dei trasporti, così come prevista dalla Legge quadro del 15 gennaio 1992, n. 21 art. 4 comma 4., recepita con L.R. 7 dicembre 2005, n. 21, nella quale sono specificati gli ambiti di competenza regionale e viene inoltre istituita all’art. 11 un agenzia regionale per il trasporto pubblico locale.