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Cappellacci, spendere bene fondi Ue e attrarre investimenti per rialzarci da rovine crisi

"Per ricominciare abbiamo bisogno del contributo fondamentale delle imprese, che sono chiamate a svolgere un ruolo importante in quella che non può non essere una grande azione collettiva per rialzarci dalle macerie della crisi. La ricchezza per essere distribuita deve essere prodotta".
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NAPOLI, 18 OTTOBRE 2013 - "Se è vero che la Sardegna parte con una posizione che la vede terra d’Europa con forti svantaggi competitivi, è vero che può diventare terra del mondo con forti vantaggi competitivi". Lo ha dichiarato il presidente Ugo Cappellacci, intervenuto al workshop "Fiducia, il primo passo verso il successo", organizzato dai Giovani Imprenditori di Confindustria nel corso della manifestazione "Diamoci un taglio".

"I fondi europei - ha aggiunto il Presidente - sono importanti e devono essere utilizzati nel migliore dei modi. Noi in questi anni stiamo cresciuti molto, recuperando numerose posizioni e diventando quarti in Italia per capacità di spesa. Tuttavia – ha proseguito Cappellacci- i fondi per il prossimo settennio rischiano di non essere sufficienti. Per questo dobbiamo essere capaci di attrarre quegli investimenti che possono trovare concreta attuazione nel rispetto dei nostri valori, della nostra identità. Si può costruire sviluppo sostenibile, impresa e lavoro, rispettando la nostra terra. Quello del Qatar - ha osservato -, per esempio, è un fondo che porterà 1 miliardo di euro. Per troppo tempo la politica è rimasta alla finestra, si è limitata alla conservazione dell’esistente. Noi stiamo proponendo soluzioni innovative, come quella che ha condotto ad avviare la conversione del complesso di Porto Torres nel più grande stabilimento d’Europa per la chimica verde. Dobbiamo ripartire dal nostro patrimonio ambientale, paesaggistico".

"Per ricominciare abbiamo bisogno del contributo fondamentale delle imprese, che sono chiamate a svolgere un ruolo importante in quella che non può non essere una grande azione collettiva per rialzarci dalle macerie della crisi. La ricchezza per essere distribuita deve essere prodotta". "Il ruolo della pubblica amministrazione deve essere quello di facilitare i processi e smettere - ha concluso - di complicare i percorsi".


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