Vai al contenuto della pagina

Logo Regione Sardegna


Piano fasce fluviali verso approvazione finale Consiglio

"Si è chiuso oggi alla presenza del presidente Cappellacci un processo di concertazione e di confronto durato più di due anni - ha detto l’assessore dei Lavori pubblici, Angela Nonnis - durante il quale tutti i Comuni della Sardegna hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni naturalmente supportate da criteri scientifici e discutere in diversi incontri appositamente convocati nelle province il contenuto del Piano".
Montagne laghi risorse idriche acqua
CAGLIARI, 5 DICEMBRE 2013 - Col provvedimento odierno di adozione preliminare del Piano stralcio fasce fluviali anche per i Comuni di Uta e Terralba si apre la fase finale stabilita dalla legge 19 del 2006 che terminerà dopo l’approvazione dello stesso Piano da parte del Consiglio regionale. L’adozione definitiva dello strumento di pianificazione per tutti gli altri Comuni interessati, invece, era avvenuta lo scorso giugno.

"Si è chiuso oggi alla presenza del presidente Cappellacci un processo di concertazione e di confronto durato più di due anni - ha detto l’assessore dei Lavori pubblici, Angela Nonnis - durante il quale tutti i Comuni della Sardegna hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni naturalmente supportate da criteri scientifici e discutere in diversi incontri appositamente convocati nelle province il contenuto del Piano. Abbiamo ascoltato tutti e abbiamo raccolto le sollecitazioni che in virtù di riscontri oggettivi potevano essere recepite. Adesso andiamo avanti con equilibrio e nella consapevolezza che le scelte operate dal Comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino si fondano su un percorso molto rigoroso e approfondito, non certo dettato dall’emotività, con il solo intento di garantire la sicurezza delle popolazioni. In ogni caso, dall’adozione preliminare, i Comuni hanno ancora sessanta giorni di tempo per presentare ulteriori osservazioni".

LE NORME
Il Piano stralcio è stato adottato anche per consentire l’ottemperanza della Direttiva alluvioni della Commissione europea del 2007 e per poter accedere a pieno titolo alle risorse comunitarie che verranno rese disponibili per la messa in sicurezza dei territori. In base al decreto legislativo 49 del 2010, inoltre, entro il 22 dicembre dell’anno in corso devono essere trasmesse alla CE, con dei format prestabiliti, tutte le mappe di pericolosità.
Il Piano definisce le aree di salvaguardia dei corsi d’acqua principali della Sardegna, analizza 1200 chilometri di rete idrografica, interessa 280 Comuni isolani e prevede perimetrazioni di aree pericolose per 115 centri urbani.

PERCORSO DI APPROVAZIONE
Il percorso di approvazione del Piano è iniziato prima di tutto con il confronto con gli Enti locali. Dal 27 settembre al 7 ottobre 2011 si sono svolte nel territorio le conferenze preliminari per recepire osservazioni e istanze. A seguito di questa fase ed esaminate le indicazioni provenienti dalle amministrazioni locali, il Comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino nella seduta del 3 settembre 2012 ha adottato preliminarmente il progetto del Piano. Subito dopo è iniziato il percorso, tracciato dalla legge regionale 19/2006, che porterà al varo definitivo.

FONDAMENTALE STRUMENTO DI TUTELA
"L'obiettivo finale è quello di ridurre gli eventuali vincoli e quindi di rivisitare gli indici di pericolosità per consentire alle amministrazioni locali di riappropriarsi del proprio territorio. Il Piano Fasce non rappresenta alcuna ipoteca definitiva per il futuro - ha concluso l’assessore - ma deve essere una risorsa, lo strumento per restituire i territori alle popolazioni, nel pieno rispetto delle istanze locali e nella tutela irrinunciabile della sicurezza. Adesso la Regione si farà carico di finanziare gli interventi urgenti di mitigazione del rischio in base alle priorità indicate dal Piano".

Leggi anche la notizia di oggi "Piano stralcio fasce fluviali, adozione anche per Uta e Terralba"