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Galsi non va avanti, Sfirs esce dalla società. Per il metano la Giunta punta su altre tecnologie

Approvata dalla Giunta regionale una delibera con cui autorizza la Sfirs a esercitare il diritto di uscita da Galsi, la società che gestisce il progetto del gasdotto che dovrebbe portare il metano algerino in Sardegna.
CAGLIARI, 13 MAGGIO 2014 - La Giunta regionale ha approvato oggi una delibera con cui autorizza la Sfirs a esercitare il diritto di uscita da Galsi, la società che gestisce il progetto del gasdotto che dovrebbe portare il metano algerino in Sardegna e poi in Toscana. Le difficoltà burocratiche incontrate da Galsi sono note alle cronache. A queste negli ultimi anni si è aggiunta una situazione economica che rende almeno temporaneamente non remunerativo l'investimento nel gasdotto, come dimostrano altri progetti in fase di stallo. Tutto ciò ha portato a un congelamento del progetto che non è chiaro se e quando potrà essere sbloccato.

La Sfirs ha fatto presente questa situazione di stallo del progetto Galsi già alla precedente amministrazione con una relazione e con la deliberazione da parte del consiglio di amministrazione, riunito 16 dicembre 2013, "di procedere all'uscita dalla compagine sociale di Galsi Spa". La risposta arriva ora dalla nuova giunta con la delibera presentata oggi dal presidente Francesco Pigliaru d'intesa con gli assessori Raffaele Paci (Programmazione) e Maria Grazia Piras (Industria). Che riconosce la correttezza di quelle valutazioni e di quella scelta e procede al via libera all’uscita da Galsi. Una uscita che, fatta in questo momento, permette di recuperare tutti gli 11 milioni investiti da Sfirs nel progetto.

La Regione potrà comunque rientrare in Galsi in qualsiasi momento.
La delibera sul metano è anche e soprattutto una delibera di indirizzo. "L'uscita da Galsi", ha precisato Pigliaru, "non può in alcun modo interrompere il processo di metanizzazione già avviato con la realizzazione, attualmente in corso, delle reti urbane di distribuzione del gas, il cui completamento richiede la costruzione di una dorsale di trasporto e delle relative reti intermedie di collegamento. Anzi usciamo da Galsi proprio per rilanciare la metanizzazione della Sardegna. Non possiamo continuare a stare fermi su un tema strategico per lo sviluppo della nostra regione".

Questo significa che la giunta ha aperto e rilancia la propria iniziativa su due fronti:
- È già stato fissato per il 19 maggio il tavolo con il governo per definire gli interventi strutturali a carico dello Stato che permettano alla Sardegna di avviare la metanizzazione anche senza il gasdotto dall’Algeria, con l’apertura a tutte le soluzioni tecnologiche, individuando quelle più favorevoli per l’isola;
- Un gruppo di lavoro tra i diversi assessorati coinvolti dovrà monitorare e accelerare i progetti di intervento dei privati che devono realizzare le reti di distribuzione del gas.