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Emergenza siccità, Maninchedda convoca l'Autorità di bacino: gli invasi sono pieni poco più della metà, mancano 400 milioni di metri cubi d'acqua"

"Gli interventi di disciplina saranno immediati - assicura l'assessore Maninchedda - Nel frattempo ci auguriamo che piova ma dobbiamo prepararci al peggio e fare il massimo per contenere l'emergenza. Ovviamente i tempi per la realizzazione delle infrastrutture non sono brevi, per quelle più piccole bisogna mettere in conto almeno un anno, quelle grandi richiedono più tempo".
CAGLIARI, 29 GENNAIO 2015 - Negli invasi della Sardegna mancano 400 milioni di metri cubi di acqua rispetto all'anno scorso: a causa della scarsità di pioggia, le riserve idriche al 31 dicembre scorso sono pari a 1.103 milioni di metri cubi, ovvero il 56,3% della capacità complessiva autorizzata. I dati sono emersi durante il Comitato istituzionale dell'Autorita di Bacino che si è riunito con l'assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda per fare il punto della situazione. Dopo l'incontro di oggi - al quale hanno partecipato Abbanoa, Enas, Enel, tutti i Consorzi di Bonifica dell'Isola - saranno fissati incontri bilaterali fra il Distretto e, separatamente, Consorzi di bonifica, Enas e Abbanoa per mettere a punto la Disciplina di utilizzo delle risorse disponibili.

"La principale criticità si registra a Ozieri Chilivani, tanto che nelle condizioni attuali non si potrà irrigare - dice l'assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda - È molto critica anche la situazione della Nurra, che vogliamo approfondire anche per vedere fino a che punto potremo utilizzare il recupero di acqua dai depuratori. Nurra e Ozieri sono sicuramente le due emergenze principali, insieme a Posada, ma la situazione è critica ovunque perché purtroppo non piove da aprile".

Per intervenire sulla grave emergenza che si è venuta a creare, sono tre le linee d'azione: oltre alla messa a punto della disciplina di utilizzo della risorsa disponibile, si lavorerà anche sull'utilizzo delle acque reflue, nella misura in cui sarà possibile farlo, e pensando in modo più strutturato al futuro, su interventi infrastrutturali di connessione tra bacini che hanno acqua disponibile e bacini che invece scarseggiano. "Gli interventi di disciplina saranno immediati - assicura l'assessore Maninchedda - Nel frattempo ci auguriamo che piova ma dobbiamo prepararci al peggio e fare il massimo per contenere l'emergenza. Ovviamente i tempi per la realizzazione delle infrastrutture non sono brevi, per quelle più piccole bisogna mettere in conto almeno un anno, quelle grandi richiedono più tempo".

Secondo l'esponente della Giunta Pigliaru il problema non sta nelle risorse perché "la manovra finanziaria ha già previsto una serie di interventi economici per le infrastrutture". Costi maggiori, invece, potrebbero richiedere "la depurazione dell'acqua da parte di Abbanoa, perché quando piove poco l'acqua è meno pulita, e il costo dell'energia da parte di Enas per il pompaggio e il sollevamento dell'acqua. Per risolvere questi altri due problemi - conclude l'assessore Maninchedda - stiamo cercando delle soluzioni rapide e adeguate".