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Agroindustria: misure straordinarie per il rilancio del Distretto del Sughero

Il settore del sughero in Sardegna da diversi anni soffre di una crisi profonda e necessita di interventi strategici per essere in grado di affrontare il mercato globale. Tra le opportunità da cogliere è stata posta in evidenza l'importanza di promuovere un modello di ccertificazione esteso all'intera filiera, dalla certificazione della gestione forestale fino alla trasformazione manifatturiera e industriale del prodotto finito.
Piras e Falchi incontro comparto sughero
CAGLIARI, 29 GENNAIO 2015 - Per il rilancio del Distretto del Sughero servono misure straordinarie. E' stato deciso nel corso dell'incontro convocato nella sede di viale Trento a Cagliari, alla presenza degli assessori regionali dell'Industria Maria Grazia Piras, dell'Ambiente Donatella Spano e dell’Agricoltura Elisabetta Falchi, insieme a imprenditori, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e amministratori locali.

Il settore del sughero in Sardegna da diversi anni soffre di una crisi profonda e necessita di interventi strategici per essere in grado di affrontare il mercato globale.

Le problematiche individuate sono la scarsità della materia prima, la mancanza delle certificazioni di filiera e di una governance di sistema. I tre assessori auspicano una "visione nuova e sinergica - come l’ha definita l’assessore Spano - che parte dal recupero, tutela e corretta gestione dei boschi per arrivare alla valorizzazione produttiva e turistica del sughero".

Tra le opportunità da cogliere è stata posta in evidenza l'importanza di promuovere un modello di certificazione esteso all'intera filiera, dalla certificazione della gestione forestale fino alla trasformazione manifatturiera e industriale del prodotto finito. Su questo fronte si potrà partire tenendo presente la procedura di certificazione che l'Ente Foreste sta per attivare su 7mila ettari di boschi. Il recupero selvicolturale delle sugherete e la loro certificazione costituiscono fattori di investimento che permetteranno di aumentare la quantità e la qualità della materia prima sarda, e di conseguenza il suo valore di mercato.

Altro punto da affrontare é quello strutturale della frammentazione delle aziende: come ha più volte ricordato l’assessore Piras, “tra gli obiettivi primari della Giunta c’é l’incentivazione all’aggregazione delle imprese: vogliamo aziende unite che lavorino in rete". Questo nuovo approccio é fondamentale non solo per lo sviluppo della filiera, ma soprattutto per poter affrontare la concorrenza estera, in particolare quella di Portogallo e Spagna. Sono molti gli strumenti messi in campo dalla Regione: un fondo equity mette a disposizione delle imprese 25 milioni di euro per intervenire negli investimenti di rischio delle Pmi e accrescerne la competitività, un pacchetto di servizi per l’innovazione di prodotto e di processo, incentivi all’aggregazione. Anche il bando destinato alle imprese che vogliono partecipare a Expo 2015 premia in particolare le reti d'impresa. Questo concetto accompagnerà l’attuazione del Programma triennale per l'internazionalizzazione. Tutto ciò é finalizzato a superare la debolezza commerciale dovuta alle frammentazione, e a sostenere la capacità competitiva sui mercati internazionali.

L'assessore Falchi ha posto l'accento sull'importanza di strutturare una strategia di filiera con un ruolo accresciuto delle aziende agroforestali nella produzione primaria. Sulle misure finanziarie del nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, che saranno messe a disposizione delle imprese, ha precisato come sia "opportuno confrontarsi per verificare che cosa non ha funzionato in passato e accogliere i suggerimenti e le proposte per apportare eventuali modifiche nella predisposizione dei bandi". L'Assessore garantisce inoltre il proprio impegno a che la Regione Sardegna si riprenda il proprio spazio nei tavoli nazionali ed europei che sono stati letteralmente abbandonati da anni. In questo senso sarà inoltre rivitalizzato il ruolo storico della ex Stazione Sperimentale del Sughero oggi confluita in Agris.