Vai al contenuto della pagina

Logo Regione Sardegna


La Giunta allunga da 5 a 8 anni il pagamento dei conguagli per le case popolari. Maninchedda: un aiuto per le famiglie a basso reddito

"Si tratta di un debito incolpevole perché i residenti per anni non hanno saputo nulla dell'adeguamento del canone di affitto", spiega Maninchedda.
Case popolari
CAGLIARI, 17 FEBBRAIO 2015 - I residenti nei 3.548 alloggi popolari per i quali Area nel 2014 ha richiesto un conguaglio sul canone di affitto avranno 8 anni e non 5 (limite massimo previsto) per saldare il debito risalente agli anni 2010-2013. L'ha deciso oggi la Giunta regionale su proposta dell'assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda per alleggerire il peso della rata a carico di famiglie, residenti nelle province di Cagliari e del Medio Campidano, con reddito basso.

"Si tratta di un debito incolpevole perché i residenti per anni non hanno saputo nulla dell'adeguamento del canone di affitto - spiega Maninchedda -. A dicembre 2014 sono arrivate le richieste dei conguagli dovuti fra il 2010 e il 2013: si tratta di 3548 comunicazioni di conguaglio su circa 7000 alloggi fra Cagliaritano e Medio Campidano, il 65% vanno da 100 a 3000 euro mentre in 156 casi ovvero il 4,4% del totale siamo oltre i 10mila euro. È chiaro che sono cifre importanti per famiglie con redditi bassi, quindi spalmare su altri tre anni il debito garantirà loro maggiore tranquillità. L'importo complessivo dei conguagli è pari a oltre 10 milioni di euro, minori entrate che hanno inciso pesantemente sulla capacità dell’Azienda di garantire un adeguato livello di interventi di manutenzione sul territorio e garantire l'agibilità di nuovi appartamenti da consegnare agli aventi diritto. L'importo medio del conguaglio per utente è quindi di 2866 euro, 716 all'anno".

I conguagli, ossia la richiesta tardiva delle differenze del canone fatturato dal 2010 al 2013, è stata determinata da una modifica normativa del 2009 che ha impedito all’Azienda di richiedere ulteriormente la dichiarazione sostitutiva dei redditi, imponendo alla stessa di acquisire il dato direttamente dalle banche dati dell’Agenzia delle entrate. Pertanto la richiesta di documentazione direttamente agli assegnatari sarebbe stata illegittima e avrebbe comunque obbligato Area a verificare tutte le dichiarazioni sostitutive. L’acquisizione dalle banche dati è stata possibile per tutti i componenti dei nuclei familiari solo a partire da luglio 2014. Non sono state richieste invece differenze di canone per gli anni 2008 e 2009. L’Azienda, consapevole che non si tratta di morosità in senso stretto non essendo correlata a omessi versamenti degli affittuari, ha messo in campo ogni iniziativa possibile per ridurre fortemente l’impatto, in particolare nei casi di importi rilevanti o di nuclei familiari che allo stato attuale abbiano una situazione di reddito particolarmente disagiata. Sarà inoltre preparato un bando speciale con le somme accantonate a titolo di residuo (pari a circa 1.142.000 euro) per il fondo sociale, destinate a chi si impegni con la sottoscrizione di un piano di rateizzazione a rientrare dal debito da conguaglio: si formulerà dunque una graduatoria che porterà all’erogazione di un contributo destinato a ridurre l’importo del conguaglio.