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Comitato delle regioni. Pigliaru alla Commissione Enve: "Fondamentale il contributo dei territori nella lotta ai cambiamenti climatici"

Il presidente ha evidenziato la dimensione globale della questione clima, "che per la sua natura transfrontaliera e il suo impatto a livello locale ci riguarda tutti, coinvolge tutti i nostri territori. Ciascuno di noi, quindi, ha un ruolo da svolgere nell'ambito di questa sfida, che è la più importante del nostro secolo".
Carta bioclimatica della Sardegna
CAGLIARI, 4 MAGGIO 2015 - Impegno a Bruxelles per il presidente della Regione Francesco Pigliaru, che da questa mattina e per tutta la giornata ha guidato i lavori della Commissione ENVE del Comitato delle Regioni. La ENVE, di cui Francesco Pigliaru è presidente, è responsabile dei temi legati ad ambiente ed energia. In questa seduta la Commissione ha dedicato la prima parte della riunione alla preparazione dei prossimi pareri, che saranno adottati nell'appuntamento di giugno, approfondendo in particolare le strategie di lotta ai cambiamenti climatici e alcuni elementi del cosiddetto "Pacchetto Unione dell'energia". Argomento portante della sessione pomeridiana è stata la discussione sul ruolo delle Regioni e delle città nella COP 21, la Conferenza Parigi 2015 sul clima, in programma per la fine dell'anno. "Riteniamo che la determinazione politica delle città e delle Regioni sulle questioni climatiche possa essere sfruttata per contribuire a raggiungere un accordo soddisfacente sul clima in quell'occasione", ha detto il presidente Pigliaru in apertura dei lavori. "Attraverso un'azione coordinata da parte di tutti i livelli di governo e della società si può fare molto. L'architettura del nuovo accordo - ha spiegato Francesco Pigliaru - dovrebbe consentire tale coordinamento e quindi stabilire quei nuovi, più ambiziosi obiettivi di cui c'è grande bisogno e che potranno essere attuati solo attraverso un processo inclusivo".

Il presidente ha proseguito evidenziando la dimensione globale della questione clima, "che per la sua natura transfrontaliera e il suo impatto a livello locale ci riguarda tutti, coinvolge tutti i nostri territori. Ciascuno di noi, quindi, ha un ruolo da svolgere nell'ambito di questa sfida, che è la più importante del nostro secolo. Dobbiamo trovare il modo di lavorare insieme per massimizzare il nostro potenziale, e ciò richiede un'efficace governance globale del clima". Molti i contributi emersi nel corso del dibattito, "importanti al fine di elaborare una serie di raccomandazioni chiare per le istituzioni dell'Unione europea. Che, da parte sua, ha sempre sostenuto il riconoscimento delle città e delle Regioni: sono in grado di partecipare alla realizzazione di altre azioni in materia di cambiamenti climatici e possono far sì che i cittadini si sentano partecipi di queste politiche e le sostengano", ha sottolineato Francesco Pigliaru. "Coinvolgendole maggiormente nella scena mondiale, in più, i negoziatori avranno accesso a un enorme catalogo di esperienze riguardo a ciò che funziona o che non funziona e a cosa è necessario fare perché gli obiettivi si traducano in azioni concrete sui territori, in maniera efficiente sotto il profilo dei costi e dell'efficacia. E la concretezza è fondamentale ai fini della verificabilità dei risultati, per dare credibilità all'intero processo. Questo è il messaggio che ci prepariamo a portare ai tavoli della Conferenza di Parigi", ha concluso il presidente Pigliaru. "E noi, città e Regioni dell'Unione europea, abbiamo a nostra disposizione gli strumenti per contribuire al successo di questo processo globale".