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Ambiente, nuovi indirizzi per accesso al titolo di tecnico competente in acustica

“L’aggiornamento – spiega la titolare dell’Ambiente - consente di raggiungere due obiettivi: migliorare la formazione tecnica e pratica per l’intero spettro degli argomenti dell’acustica ambientale e facilitare agli interessati l’accesso al titolo, in quanto possono optare per il corso anziché affiancarsi a un tecnico già abilitato per un periodo di tirocinio. Per l’iscrizione nell’elenco regionale resta necessaria la fase di verifica davanti all’apposita Commissione istituita nell’Assessorato”.
Assessorato ambiente
CAGLIARI, 8 MARZO 2016 - "Nuovi indirizzi per l’accesso al titolo professionale di tecnico competente in acustica”. Lo annuncia l’assessore della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano, dopo l’approvazione in Giunta della delibera che aggiorna le direttive regionali in materia di inquinamento acustico ambientale.

“L’aggiornamento - spiega la titolare dell’Ambiente - consente di raggiungere due obiettivi: migliorare la formazione tecnica e pratica per l’intero spettro degli argomenti dell’acustica ambientale e facilitare agli interessati l’accesso al titolo, in quanto possono optare per il corso anziché affiancarsi a un tecnico già abilitato per un periodo di tirocinio. Per l’iscrizione nell’elenco regionale resta necessaria la fase di verifica davanti all’apposita Commissione istituita nell’Assessorato”.

L’esecutivo aggiorna così la delibera 62/9 del 14/11/2008 sulla qualifica dei titoli di tecnico. Con la modifica i diplomati e i laureati potranno scegliere di frequentare e superare con profitto corsi, rispettivamente da 300 e 180 ore, attivati da università o enti di formazione pubblici e privati in materie tecnico-scientifiche, legalmente riconosciuti in Italia o in paesi facenti parte della Comunità europea. O ancora da enti pubblici operanti nel settore dell’acustica ambientale e ordini professionali nel campo tecnico-scientifico, legalmente riconosciuti in Italia. La formazione è infatti equiparata allo svolgimento dell’attività di collaborazione con tecnico competente per il periodo di due o quattro anni, come previsto dalla normativa (articolo 4 del D.P.C.M. 31 marzo 1998).