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Siccità, acque depurate per superare l'emergenza. Parte da Alghero la sperimentazione per irrigare i campi della Nurra

Combattere la siccità grazie al riuso delle acque urbane depurate. Già da questa stagione le risorse idriche naturali provenienti dal sistema Temo-Cuga saranno integrate con le acque reflue di Alghero, opportunamente trattate nell’impianto di depurazione di San Marco, per irrigare i campi della Nurra.
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Cagliari, 1 LUGLIO 2016 - Combattere la siccità grazie al riuso delle acque urbane depurate. Già da questa stagione le risorse idriche naturali provenienti dal sistema Temo-Cuga saranno integrate con le acque reflue di Alghero, opportunamente trattate nell’impianto di depurazione di San Marco, per irrigare i campi della Nurra. Le acque della città verranno sottoposte a uno specifico affinamento, per poi essere miscelate a quelle provenienti dai bacini idrografici, incrementando così le risorse naturali disponibili.

Il protocollo d’intesa per la sperimentazione è stato firmato nella sede dell’Autorità di Bacino della Sardegna: si tratta di un vero e proprio laboratorio in scala reale, da cui partono gli studi per poter replicare la formula in altre aree dell’Isola.

Una soluzione alla scarsità di risorse idriche provocata dalla siccità che ha caratterizzato l’ultimo anno, fortemente voluta dall’assessore dei Lavori Pubblici e Presidente dell’Autorità di Bacino Paolo Maninchedda, che ha sottolineato l’impegno profuso dall’amministrazione regionale, sia nel fornire l’apporto tecnico di tutti gli enti interessati, sia per il sostegno economico a un sistema che ha una alta valenza ambientale.

Un lavoro di squadra che ha coinvolto, con il coordinamento del Servizio Tutela delle Acque del Distretto Idrografico, la Provincia di Sassari, i Sindaci di Alghero, Sassari e Olmedo, l’Ente di Governo d’Ambito della Sardegna, i gestori Abbanoa ed ENAS, ARPAS, gli enti agricoli AGRIS e Laore e il Consorzio di Bonifica della Nurra, a cui spetta ora il compito di predisporre il Piano di Gestione organico che dovrà garantire il massimo e ottimale utilizzo di tali risorse strategiche con continuità nel tempo.

La sostenibilità ambientale di questa pratica si basa su un doppio vantaggio: da una parte si riducono i prelievi di risorse idriche dal sistema naturale per gli usi e dall’altra si riducono i volumi da scaricare nell’ambiente.