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Flumini Mannu, Falchi: no a speculazioni, progetti siano utili anche per le campagne

"È necessario inquadrare l'utilizzo di queste fonti rinnovabili, che hanno comunque un impatto sull’utilizzo del suolo, all’interno di una pianificazione territoriale attenta anche a livello locale, che sia in grado di valorizzare la diversa vocazione naturale dei territori e che tuteli l'utilizzo agricolo di un terreno di fronte a possibili speculazioni". Così ha detto l'assessore Falchi.
serre fotovoltaiche
CAGLIARI, 26 AGOSTO 2016 – "Siamo disponibili a collaborare con futuri progetti che vogliano diffondere l'innovazione e l'utilizzo di fonti rinnovabili nelle campagne, anche con la collaborazione delle agenzie regionali AGRIS e LAORE, ma a condizione che questi siano realizzati nel rispetto dei principi da noi condivisi e non si prefigurino come speculazioni o compromettano l'attività agricola". Lo dice l'assessore dell'Agricoltura Elisabetta Falchi in riferimento alle polemiche sull'installazione di un impianto solare termodinamico nella località Flumini Mannu.

Prima le aree industriali dismesse. "La scelta verso l'innovazione da parte della Regione è programmatica e strategica, e noi stiamo spingendo in questa direzione anche attraverso le misure del Programma di sviluppo rurale. Ma ribadiamo con forza che l’opzione del termodinamico debba privilegiare prima di tutto le tante aree industriali dismesse e le zone da riqualificare e non i terreni agricoli", ribadisce l’esponente della Giunta.
Pianificazione contro le speculazioni. "Abbiamo costantemente monitorato la vicenda di Flumini Mannu, anche su sollecitazione dei consiglieri regionali del territorio”, spiega l’esponente della Giunta. Che aggiunge: "È necessario inquadrare l’utilizzo di queste fonti rinnovabili, che hanno comunque un impatto sull'utilizzo del suolo, all’interno di una pianificazione territoriale attenta anche a livello locale, che sia in grado di valorizzare la diversa vocazione naturale dei territori e che tuteli l’utilizzo agricolo di un terreno di fronte a possibili speculazioni".

Progetti realmente di pubblica utilità. Per il caso tornato all’attenzione pubblica nelle ultime settimane, "è evidente come sia difficile riscontrare ragioni di pubblica utilità per un esproprio di quelle terre, soprattutto a fronte della presenza di numerose e vaste aree compromesse e bisognose di una riqualificazione presenti nella nostra regione". Pertanto, conclude Elisabetta Falchi, "le porte dell’Assessorato sono aperte, ma per chi voglia presentare e discutere progetti realmente di pubblica utilità e che possano aiutare le nostre campagne a fare un balzo in avanti sotto il profilo tecnologico ed energetico".