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Solare termodinamico, Pigliaru scrive a Gentiloni contro realizzazione impianti Gonnosfanadiga e Flumini Mannu

I progetti Flumini Mannu e Gonnosfanadiga si pongono "in netto contrasto con le strategie di sviluppo energetico ed economico che la nostra Regione intende promuovere anche a livello nazionale attraverso la modifica sostanziale della Strategia Energetica Nazionale", il presidente Pigliaru sottolinea "il forte malcontento e la netta contrarietà della popolazione alla realizzazione di questi impianti" e le "forti tensioni di carattere economico-sociale che potrebbero derivarne."
pannelli solari
CAGLIARI, 15 MARZO 2017 - La Regione Sardegna ha una chiara strategia di sviluppo energetico ed economico ed è nettamente contraria agli impianti di solare termodinamico di Gonnosfanadiga e di Flumini Mannu che, per le loro caratteristiche, non rientrano nella visione del Piano energetico ambientale regionale. Questo il cuore della lettera inviata stamattina al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni a cui il presidente della Regione Francesco Pigliaru chiede di intervenire per impedire la realizzazione dei due impianti. La Commissione tecnica nazionale di Valutazione dell’Impatto Ambientale ha infatti concluso il lavoro istruttorio sul progetto da realizzarsi nei Comuni di Gonnosfanadiga e Guspini esprimendo parere positivo, analogamente a quanto già fatto in relazione all’identico progetto "Flumini Mannu" che interessa i Comuni di Villasor e Decimoputzu.

"La Regione Sardegna ha sempre manifestato la propria netta contrarietà", spiega nella lettera il presidente Pigliaru, citando i pareri tecnici inviati alla Commissione nazionale, la lettera al ministro Galletti dell’assessore dell’Ambiente e la mozione del 28 settembre scorso del Consiglio regionale e il parere negativo del Ministero dei Beni Culturali. Su Flumini Mannu la decisione finale è stata già deferita alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e presumibilmente avverrà lo stesso per il progetto Gonnosfanadiga. Ciò rende "opportuno e doveroso ribadire ancora una volta la forte contrarietà delle istituzioni regionali e locali, nonché dei territori." Nella lettera Pigliaru spiega come il piano energetico ambientale della Sardegna riconosca strategici "la generazione distribuita da fonti rinnovabili e lo sviluppo di azioni destinate all'aumento della quota di autoconsumo.

Con particolare riferimento alle tecnologie per la produzione di energia da fonte solare - prosegue il Presidente - , la Regione Sardegna promuove e favorisce la diffusione degli impianti e delle istallazioni di taglia medio-piccola" che occupano poco territorio e soddisfano le esigenze energetiche locali e la diffusione delle reti intelligenti. I progetti Flumini Mannu e Gonnosfanadiga, invece, occupano superfici importanti e non riducono il costo dell’energia per l'utenza finale.

"La realizzazione di questi impianti - prosegue la lettera - comporterebbe il sacrificio di un'area produttiva, attualmente adibita ad uso agricolo e al pascolo di bestiame. Ciò sarebbe in contrasto con gli obiettivi della politica agricola regionale per il consistente consumo di suolo agrario, per non parlare della mortificazione delle aziende agricole operanti in quei territori alle quali verrebbe negata la disponibilità di quelle aree con effetti di carattere economico-sociale facilmente immaginabile. Inoltre si determinerebbe un inevitabile impatto negativo anche sugli ecosistemi coinvolti".

Francesco Pigliaru, poi, evidenziando come la condizione di insularità della Sardegna determini uno svantaggio anche sul fronte energetico, sottolinea la necessità di "intervenire con decisione sulla legislazione nazionale, in conformità con la normativa comunitaria, per consentire alle Regioni, attraverso i propri strumenti pianificatori, di poter intervenire efficacemente". In chiusura, ribadendo ancora una volta che i progetti Flumini Mannu e Gonnosfanadiga si pongono "in netto contrasto con le strategie di sviluppo energetico ed economico che la nostra Regione intende promuovere anche a livello nazionale attraverso la modifica sostanziale della Strategia Energetica Nazionale", il presidente Pigliaru sottolinea “il forte malcontento e la netta contrarietà della popolazione alla realizzazione di questi impianti" e le "forti tensioni di carattere economico-sociale che potrebbero derivarne."