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Concluse le riprese di "Fiore gemello", un road movie che racconta la delicata storia di amicizia tra due adolescenti alla ricerca di una integrazione possibile

"In questo film è stato toccato il delicato tema dell’immigrazione e il mondo degli adolescenti. C’è inoltre stato il nostro sostegno economico e quello del Mibact, e molti comuni del Sud Sardegna sono stati coinvolti". Così ha sottolineato l'assessore Dessena.
Cinema
CAGLIARI, 19 GIUGNO 2017 - Sono giunte al termine le riprese del lungometraggio di Laura Luchetti "Fiore Gemello", un film che racconta l’amicizia tra un giovanissimo immigrato della Costa d’Avorio e una ragazzina sarda con una difficile storia familiare alle spalle, due "fiori gemelli" che pur provenendo da contesti molto diversi, sono entrambi alla ricerca della propria innocenza perduta.

Il terzo personaggio della storia è una Sardegna lontana da ogni cliché ma di struggente bellezza, impreziosita dallo sguardo di Ferran Paredes Rubio, il direttore della fotografia di Indivisibili e L'ora legale, tra i tanti. Un Sardegna raccontata anche attraverso i silenzi e i suoni di una natura materna che accoglie i due giovani protagonisti, interpretati dagli esordienti Kallil Kone e Anastasyia Bogach (sarda nonostante il nome), nella loro fuga alla ricerca della libertà.

Le riprese del film - selezionato come progetto in sviluppo dalla Cinéfondation del Festival di Cannes e dal Sundance Lab, prodotto da Picture Show in collaborazione con Rai Cinema e distribuito da Fandango – sono durate cinque settimane e hanno interessato i comuni di Sant’Antioco, Gonnesa, San Giovanni Suergiu, Ussana, San Sperate, Senorbì, Assemini e Siliqua, coinvolgendo molti professionisti isolani, nella troupe e nel cast, per la sua realizzazione.

Una storia che parte dal locale per diventare universale e che ha scelto la Sardegna come cornice ideale grazie all’assistenza creativa della Fondazione Sardegna Film Commission sin dalle fasi di sviluppo del progetto, ottenendo il sostegno del MIBACT e della Regione Sardegna e l’assistenza della Fondazione per i servizi di assistenza logistica, casting e reperimento dei professionisti locali.

Il film ha visto un largo coinvolgimento territoriale che è stato sottolineato dall’Assessore regionale alla Pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, Giuseppe Dessena: “In questo film è stato toccato il delicato tema dell’immigrazione e il mondo degli adolescenti. C’è inoltre stato il nostro sostegno economico e quello del Mibact, e molti comuni del Sud Sardegna sono stati coinvolti. Voglio sottolineare con questo che l’opera è un mix straordinario e dunque ravvedo tutte le condizioni per un risultato davvero qualità, esattamente Come è stato questo anno di cinema per l’isola, di significativa importanza.”

"La Sardegna, grazie al lavoro della Film commission della Regione, si sta dimostrando sempre più location ideale per il cinema, che diventa vetrina anche per territori meno conosciuti come il Sulcis o il Campidano” afferma Barbara Argiolas, Assessora del Turismo, Artigianato e Commercio “è il caso di questa pellicola che racconta una storia molto attuale di adolescenza e immigrazione. Una produzione che ha visto il coinvolgimento delle comunità locali e impiegato maestranze sarde, quindi occasione anche di lavoro e valorizzazione delle nostre professionalità, e che, in una terra dall’ambiente incontaminato come la Sardegna, ha seguito il protocollo green elaborato dalla Film commission per garantire la sostenibilità delle varie fasi della lavorazione. L’ambiente e il paesaggio sono il nostro valore fondamentale e come Regione riteniamo possibile farli diventare occasione di sviluppo sostenibile”.

Sentimento condiviso anche dal sindaco di San Giovanni Suergiu Elvira Usai che sottolinea: “L’Amministrazione comunale di San Giovanni Suergiu è lieta che il suo territorio sia stato scelto per le riprese del film. La consideriamo una preziosa occasione per promuovere e valorizzare il nostro patrimonio culturale e i preziosi esempi di archeologia industriale: noi scommettiamo sul Cineturismo come strumento di marketing territoriale, che oggi rappresenta un segmento di mercato dalle grandi potenzialità.”

Conclude il direttore della Sardegna Film Commission, Nevina Satta: “Per la Sardegna Film Commission la preparazione di Fiore Gemello e’ stata una esperienza straordinaria: la ricerca dei protagonisti del film della Lucchetti ci ha messo in contatto con la macchina dell’accoglienza dei migranti e con la comunità delle scuole primarie e secondarie, vera piattaforma di multiculturalismo del quotidiano, in cui i ragazzi diventano i veri testimoni della nuova identità europea, a cui il cinema rivolge lo sguardo e che dimostra di poter Diventare un importante futuro professionale".

Fiore gemello è il primo lungometraggio selezionato da Cinéfondation girato in Italia con l’applicazione del protocollo green, tema che dal 2014 è al centro delle attività della Fondazione per la promozione di pratiche produttive ecosostenibili sui set cine-tele-audiovisivi.
Il film ha infatti adottato il protocollo green elaborato dalla Fondazione, il Sardegna Green Film Shooting, un vademecum di buone pratiche articolato su 5 punti fondamentali: risparmio ed efficientamento energetico, alloggi e mobilità sostenibile, scelta dei materiali, cibo e risparmio idrico, gestione dei rifiuti.

Fondazione Sardegna Film Commission