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Regolamento edilizio unico regionale, insediato il tavolo tecnico. Erriu: i Comuni sardi devono parlare lo stesso linguaggio

"La predisposizione del Regolamento unico e la mappatura dei processi di governo del territorio - ha spiegato Erriu nella sua introduzione - rientrano tra gli obiettivi strategici per l’anno 2017 indicati dalla Giunta regionale nei propri atti programmatori".
CAGLIARI, 19 LUGLIO 2017 - Questa mattina si è insediato il Tavolo tecnico per la predisposizione del Regolamento edilizio unico regionale. Ai lavori, aperti dall’assessore dell'Urbanistica Cristiano Erriu, hanno partecipato i rappresentanti degli Ordini di ingegneri, architetti, agronomi e forestali, geologi e avvocati, dei Collegi dei geometri, dei Distretti notarili, della Direzione regionale dei Vigili del fuoco e dell’ATS, l'Azienda Tutela della Salute.

"La predisposizione del Regolamento unico e la mappatura dei processi di governo del territorio - ha spiegato Erriu nella sua introduzione - rientrano tra gli obiettivi strategici per l’anno 2017 indicati dalla Giunta regionale nei propri atti programmatori. Non a caso sono stati inseriti come punti fondamentali dell'agenda del presidente Francesco Pigliaru e del programma regionale di sviluppo nell'ambito della "Strategia 5: il territorio e le reti’. Il 20 ottobre scorso, in Conferenza unificata, Governo, Regioni e Comuni hanno siglato un’intesa per l'approvazione dello schema di Regolamento edilizio tipo, con definizioni uniformi per tutto il territorio nazionale e la raccolta delle disposizioni sovraordinate in materia edilizia. La Sardegna, in quanto Regione a Statuto speciale, può elaborare un proprio Regolamento in modo da renderlo il più possibile aderente alle specificità della normativa urbanistico-edilizia e del contesto paesaggistico e territoriale della nostra isola”.

Sicurezza, semplificazione, chiarezza, uniformità: sono questi gli obiettivi da raggiungere nel testo. "Con il concorso di tutti i soggetti seduti al Tavolo tecnico-operativo – ha sottolineato l’assessore Erriu - dobbiamo costruire uno strumento snello ma efficace. Ci sarà anche il confronto con i rappresentanti del mondo imprenditoriale e sociale. Chiedo però che sia rispettato il crono programma che ci siamo dati, entro il 2017 vorremmo chiudere il testo”.

Tra le criticità riscontrate da tutti gli operatori di settore, la scarsa omogeneità degli strumenti urbanistici dei Comuni sardi e le difficoltà operative in cui sono costretti a lavorare quotidianamente gli uffici tecnici degli enti locali. "Gli uffici dell’Assessorato dell’Urbanistica – ha precisato Erriu – hanno individuato le buone pratiche che anche in Sardegna non mancano. Le prenderemo ad esempio per estenderle in tutto il territorio isolano: tutti i 337 Comuni sardi devono parlare un unico linguaggio in materia urbanistica, edilizia e paesaggistica. Penso, per citare alcuni esempi, alla definizione dei parametri, degli interventi edilizi e delle destinazioni d’uso. Inoltre, dovremo avere un nuovo approccio nei confronti dei portatori di disabilità, includendo tra essi anche le persone anziane o coloro che hanno problemi di mobilità. In questo ci darà un importante contributo da parte della Commissione permanente sulle problematiche edilizie e urbanistiche della disabilità, prevista dall’articolo della legge approvata dal Consiglio regionale lo scorso 27 giugno".