Vai al contenuto della pagina

Logo Regione Sardegna


Parere CAL su rete ospedaliera, Arru "Dispiaciuti per bocciatura, garanzie che chiedono sono già presenti nella riforma"

“Mi dispiace che il Consiglio delle Autonomie locali abbia dato un parere negativo, perché questa riforma rappresenta una opportunità importante di cambiamento e di miglioramento per il sistema sanitario della Sardegna”. E’ il commento dell’assessore della Sanità, Luigi Arru
Assessorato alla Sanità
Cagliari, 1 settembre 2017 – “Mi dispiace che il Consiglio delle Autonomie locali abbia dato un parere negativo, perché questa riforma rappresenta una opportunità importante di cambiamento e di miglioramento per il sistema sanitario della Sardegna”. E’ il commento dell’assessore della Sanità, Luigi Arru, secondo cui “la riorganizzazione che noi proponiamo tiene in considerazione le caratteristiche dei territori, la densità abitativa, la viabilità. Questi aspetti, così cari anche ai Sindaci, sono stati valutati e siamo andati anche oltre quanto previsto dal DM 70, proprio per dare alle Comunità delle zone più disagiate dell’Isola garanzie di mantenimento di servizi altrimenti a rischio soppressione, secondo disposizioni nazionali. Peraltro – prosegue l’assessore – il documento, come uscito dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale, ha rafforzato ulteriormente il ruolo degli ospedali di zone disagiate e delle Isole minori”.
Arru ricorda di aver voluto, dalla prima approvazione preliminare in Giunta, un confronto con i Sindaci sulla riforma della Rete ospedaliera, “cercando di ragionare in termini di sistema sanitario sardo, non più frammentato, disomogeneo e disorganizzato. Il documento che oggi il Cal ha presentato a Oristano pecca per mancanza di una visione d’insieme e rischia di perpetuare l’illusione dell’autosufficienza dei singoli territori”.
Per questo – conclude Arru – “prendiamo atto del parere del Consiglio delle Autonomie locali con estremo dispiacere, restiamo aperti al dialogo ma non basato su richieste che rischiano di fare arretrare ancora la Sanità in Sardegna”.