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Tramas, Arru a incontro con associazioni di pazienti. "Siate sentinelle della sanità"

Arru ha sottolineato l'importanza dell'ascolto delle associazioni, perché "occorre avere il coraggio di collaborare, pazienti con operatori, nella consapevolezza che si può sbagliare. Il principio da assicurare - ha detto l’esponente della Giunta - è che non si devono negare le responsabilità del singolo operatore, ma soprattutto capire cosa non ha funzionato nell’organizzazione".
Assessorato alla Sanità
CAGLIARI, 23 OTTOBRE 2017 - Le associazioni di pazienti come sentinelle che verificano cosa va bene e cosa deve essere cambiato nelle nostre strutture di cura, in nome della sicurezza e della qualità dell’assistenza. E' l’invito che l’assessore della Sanità, Luigi Arru, ha fatto stamattina ai tanti rappresentanti di associazioni di pazienti e familiari riuniti all’Holiday Inn per il convegno di Tramas - La rete dei cittadini per la Sardegna (progetto regionale portato avanti per conto dell’assessorato da Rita Pilloni) dal titolo “Il cittadino consapevole: insieme per migliorare le cure".
Arru ha sottolineato l'importanza dell'ascolto delle associazioni, perché "occorre avere il coraggio di collaborare, pazienti con operatori, nella consapevolezza che si può sbagliare. Il principio da assicurare - ha detto l’esponente della Giunta - è che non si devono negare le responsabilità del singolo operatore, ma soprattutto capire cosa non ha funzionato nell’organizzazione".
La sicurezza del paziente viene al primo posto, ribadisce Arru: "Mi ha colpito molto la protesta delle mamme maddalenine – ha raccontato l’assessore -, mi hanno chiesto cosa avrei fatto se ci fosse stata mia figlia al posto di una di loro. Non ho esitato allora e non esito ora: avrei fatto partorire mia figlia nel posto che dava maggiore garanzia per lei e per il nascituro. Anche sui punti nascita la prima parola è la sicurezza, non ci sono calcoli ragionieristici. Nel 2012 una donna ha rischiato di morire a La Maddalena, per un evento avverso legato al parto e non per un problema di risorse umane, ma di organizzazione. Non dobbiamo aspettare la tragedia per essere conseguenti con le nostre azioni” ha concluso l’assessore.