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Saline Conti Vecchi, giudizio positivo di compatibilità ambientale. Spano: un modello di sviluppo sostenibile

"Diamo il via libero al rinnovo di un progetto che rappresenta un modello di sviluppo sostenibile all'interno della zona umida internazionale dello Stagno di Santa Gilla istituita dalla Convenzione di Ramsar". Così ha detto l'assessora Spano.
CAGLIARI, 3 APRILE 2018 - La Giunta Pigliaru, su proposta dell'assessora della Difesa dell'ambiente Donatella Spano, ha oggi espresso, condizionato a prescrizioni, un giudizio positivo sulla compatibilità ambientale al progetto di coltivazione e recupero ambientale per il rinnovo della concessione mineraria per la produzione di sale comune, sali potassici e magnesiaci proposto dalla società Ing. Luigi Conti Vecchi spa.

SPANO SULL'HABITAT. Soddisfatta l'assessora Spano, che sottolinea: "Diamo il via libero al rinnovo di un progetto che rappresenta un modello di sviluppo sostenibile all’interno della zona umida internazionale dello Stagno di Santa Gilla istituita dalla Convenzione di Ramsar. Quindi, si prosegue l’attività estrattiva di sale marino per scopo industriale e alimentare iniziata negli anni Trenta da Luigi Contivecchi nel contesto di un importante habitat di interesse naturalistico per l’avifauna e in particolare per i fenicotteri".

LA CONCESSIONE. L'intervento della concessione mineraria, estesa per circa 2.615 ettari, interessa un territorio di pregio all’interno del Sic, il sito di importanza comunitaria, "Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla” e della Zps, la zona di protezione speciale, "Stagno di Cagliari". La procedura di Valutazione di impatto ambientale ricomprende anche la Valutazione di incidenza. Il progetto di coltivazione e recupero ambientale, relativo al rinnovo della concessione mineraria "Stagno di Santa Gilla", il cui costo complessivo è pari a 44 milioni di euro, prevede il proseguo dell’attività estrattiva di sale marino. Rispetto alla perimetrazione storica, il progetto di rinnovo prevede una riperimetrazione dei limiti della concessione, con l’esclusione di alcune aree, in particolare nella parte nord occidentale, non utilizzate ai fini produttivi.