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Protezione Civile, la Sardegna presenta le sue buone pratiche al Net Risk Work

Al workshop, organizzato dalla Direzione Generale della Protezione civile della Regione Sardegna, partner del progetto, partecipano oltre trenta esperti nella protezione civile provenienti da Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Svizzera, Olanda, Gran Bretagna.
net risk work
CAGLIARI, 11 APRILE 2018 - "L’iniziativa di oggi contribuisce in maniera corposa a creare una cultura comune della sicurezza a livello europeo. È molto importante condividere i diversi strumenti operativi e approcci metodologici, utilizzati sia in fase di prevenzione che in fase di gestione degli eventi calamitosi. Con questo progetto, i nostri tecnici possono concretamente apprendere da altre esperienze". Lo ha detto l’assessora Spano aprendo i lavori del workshop "Gestione delle emergenze e governance del rischio - verso società resilienti" una 4 giorni di lavori realizzata nell’ambito del progetto europeo Net Risk Work - Networking for the European Forest Risk Facility Initiative, in corso a Cagliari.

Al workshop, organizzato dalla Direzione Generale della Protezione civile della Regione Sardegna, partner del progetto, partecipano oltre trenta esperti nella protezione civile provenienti da Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Svizzera, Olanda, Gran Bretagna. Il progetto Net Risk Work è un progetto biennale (2017-2018) finanziato dal Meccanismo di protezione civile dell'Unione Europea, che promuove lo scambio di conoscenze e il networking attorno ai quattro principali rischi forestali europei (incendi, alluvioni, tempeste e valanghe) e alle loro interazioni, anche a seguito dei cambiamenti climatici.

Il governo regionale, in questi anni ha rafforzato tutto il Sistema di protezione civile innovando senza sosta, rafforzando i legami con i sindaci, i territori e la cittadinanza, portando la cultura dell’autoprotezione nelle piazze e nelle scuole anche grazie al contributo dei volontariato. Dal confronto internazionale ci auguriamo di acquisire ulteriori buone pratiche attuabili per migliorare la capacità e la consapevolezza delle comunità locali nel rispondere agli eventi calamitosi in modo efficace, efficiente e tempestivo.