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La Giunta approva Disegno di Legge in materia di governo idrogeologico del territorio. Balzarini e Spanu: semplificare e fare chiarezza in un ambito fondamentale per la vita dei cittadini

Il disegno di legge, costituito da 11 articoli, prevede che le competenze derivanti dall'accorpamento siano esercitate da un'apposita Direzione generale articolata in Servizi territoriali tenendo conto dell’omogeneità dei bacini idrografici.
Cagliari, 12 aprile 2018 - Accorpare in una sola struttura le molteplici competenze in materia di assetto idrogeologico e governo della sicurezza idraulica e idrogeologica. È il principale obiettivo del disegno di legge approvato dalla Giunta nella riunione odierna nella sala Emilio Lussu a Villa Devoto.

Le funzioni attualmente sono in parte attribuite all'assessorato dei lavori pubblici, all'Agenzia del distretto idrografico della Sardegna (nell'ambito della presidenza della Regione) e in parte non risultano ancora incardinate in capo a specifiche strutture. Il disegno di legge, costituito da 11 articoli, prevede che le competenze derivanti dall'accorpamento siano esercitate da un'apposita Direzione generale articolata in Servizi territoriali tenendo conto dell’omogeneità dei bacini idrografici. Viene inoltre aggiornato il riparto di alcune funzioni, sempre in materia di sicurezza idraulica e idrogeologica, tra Regione ed enti locali, stabilite dalla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, e dalla legge regionale 7 agosto 2007, n. 5, in linea con quanto operato in altre regioni.

In base al testo, approvato oggi dalla Giunta, la Regione ha competenza su tutti i corsi d’acqua principali dove sono presenti dighe e opere idrauliche di seconda categoria.

Resta inoltre la competenza della Regione (attualmente svolta dai Servizi territoriali opere idrauliche dell'Assessorato dei Lavori Pubblici) in materia di rilascio delle concessioni di derivazione di acque superficiali e acque sotterranee, queste ultime per portate superiori o uguali a 10 litri al secondo. È invece attribuita alle Unioni dei Comuni la competenza al rilascio di licenze di attingimento di acque superficiali e di autorizzazioni alla ricerca, estrazione ed utilizzazione delle acque sotterranee di portata inferiore a 10 litri al secondo e per usi domestici con il compito di provvedere all’accertamento e all’introito dei relativi proventi.

Alla nuova Direzione spetta anche il compito di individuare il reticolo idrografico regionale e, in tale ambito, i corsi d’acqua principali. Saranno inoltre ripartite tra Regione ed Enti locali le competenze relative all’approvazione degli studi di compatibilità idraulica e degli studi di compatibilità geologica e geotecnica previsti dalle norme di attuazione del Piano di assetto idrogeologico.

Un’altra novità riguarda la mappatura e il monitoraggio delle opere di mitigazione del rischio idrogeologico e delle infrastrutture di attraversamento o interferenti con il reticolo idrografico regionale attraverso un’apposita piattaforma telematica regionale.

Il disegno di legge ha avuto, lo scorso 28 marzo, l’intesa della Conferenza permanente Regione Enti Locali e ora proseguirà il suo iter in Consiglio regionale.

Balzarini e Spanu. "La finalità del disegno di legge - sottolineano gli assessori ai Lavori Pubblici e agli Affari Generali e Personale, Edoardo Balzarini e Filippo Spanu, - è quella di semplificare e fare chiarezza in un ambito importante e delicato per la vita dei cittadini. Vogliamo rafforzare l’azione di governo del territorio dal punto di vista dell’assetto idrogeologico, anche attraverso la definizione più precisa delle competenze in capo agli enti locali. E' un ulteriore segnale dell'attenzione che la Regione rivolge agli aspetti legati alla prevenzione di gravi eventi in grado di mettere seriamente a rischio l'incolumità delle persone".