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Ripopolamento grifoni, Spano a Porto Conte per il progetto Life

Donatella Spano ha parlato di "giornata simbolica che ci fa riprendere un tema dai molteplici risvolti fra sostenibilità ambientale, economia e turismo. Fondamentale infatti il coinvolgimento della imprese zootecniche impegnate nella costruzione della rete dei carnai, con modalità innovative e sostenibili per la convivenza tra allevamento e specie faunistiche tutelate. Inoltre simili progetti diventano attrattori turistici in grado di generare economia. Servirà dunque creare infrastrutture per birdwatching e ampliare la consapevolezza all'educazione alla sostenibilità ambientale".
grifoni
Cagliari, 14 aprile 2018 - La Sardegna ospita l’ultima popolazione autoctona di grifone in Italia, una specie classificata in pericolo critico, inserita nella Lista Rossa dei vertebrati italiani. Il progetto Life "Sotto le ali del grifone" finanziato dall’Unione Europea e rivolto all’implementazione di buone pratiche per salvare i grifoni in Sardegna, permetterà il reinserimento di 14 Grifoni - liberati questa mattina - e la creazione delle condizioni per migliorare lo stato di conservazione di questa specie. Se ne è discusso ieri a Porto Conte, dove è intervenuta l’assessora della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano, ricordando la figura di Herman Schenk, studioso dell’avifauna e in particolare dei fenicotteri a Molentargius e dei grifoni a Bosa.

Donatella Spano ha parlato di "giornata simbolica che ci fa riprendere un tema dai molteplici risvolti fra sostenibilità ambientale, economia e turismo. Fondamentale infatti il coinvolgimento della imprese zootecniche impegnate nella costruzione della rete dei carnai, con modalità innovative e sostenibili per la convivenza tra allevamento e specie faunistiche tutelate. Inoltre simili progetti diventano attrattori turistici in grado di generare economia. Servirà dunque creare infrastrutture per birdwatching e ampliare la consapevolezza all'educazione alla sostenibilità ambientale".

Spano ha poi citato "il primo Nucleo Cinofilo Antiveleno all'interno del Corpo forestale, appositamente addestrato alla ricerca di veleni e sostanze tossiche che fa apprezzare maggiormente il progetto”, e l’importanza del coinvolgimento dei cittadini. "La Regione c’è - ha concluso l’esponente della Giunta Pigliaru - e sarà sempre disponibile a sostenere tecnicamente e scientificamente questo progetto".

Il progetto è stato reso possibile anche grazie al partenariato tra Università di Sassari, Comune di Bosa, Agenzia Forestas, Corpo forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, con il coinvolgimento della “Junta de Andalucia”, della “Vulture Conservation Foundation”, degli Assessorati regionali dell’Ambiente e Sanità e del Parco naturale regionale di Porto Conte.