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Piano per le zone umide, programmato interventi per 12 milioni su Cagliari, Oristano e Sulcis. Paci: tutela e sviluppo, binomio vincente

"Le zone umide sono una grande risorsa della Sardegna e vogliamo valorizzarle fortemente", dice l’assessore Paci, ricordando che si tratta di uno degli interventi speciali all’interno della programmazione territoriale.
Cagliari, 13 agosto 2018 - Dopo lo stanziamento delle risorse, l’individuazione degli interventi strategici. Il piano da 20 milioni di euro per la valorizzazione e la tutela delle zone umide della Sardegna procede con la programmazione di 12 milioni per 3 delle 6 zone su cui la Giunta ha ripartito il finanziamento Fsc (Fondo di sviluppo e coesione) dal Patto per la Sardegna, individuando interventi specifici e soggetti attuatori. Come proposto dall’assessore della Programmazione Raffaele Paci, sono stati programmati 6 milioni per la zona idrografica Golfo di Oristano, 4 milioni su Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada, 2 milioni per Golfo di Palmas e Mare Interno. A queste tre nuove programmazioni di fondi, va aggiunta quella dei 2 milioni per la Gallura approvata a giugno. Complessivamente, dunque, sono stati programmati 14 milioni (dei 20 disponibili) su 4 delle 6 zone umide della Sardegna (restano da programmare le risorse su Ogliastra e Asinara e Nurra). “Le zone umide sono una grande risorsa della Sardegna e vogliamo valorizzarle fortemente”, dice l’assessore Paci, ricordando che si tratta di uno degli interventi speciali all’interno della programmazione territoriale. “Abbiamo messo a punto una politica complessiva per valorizzarle al meglio: di sicuro la tutela ambientale è prioritaria, ma non parliamo solo di quella, perché vogliamo potenziare le attività produttive delle zone umide, incentivare la nascita di attività turistiche e sportive, salvaguardare e tutelare la forza lavoro occupata nelle attività economiche e allo stesso tempo promuovere nuova e qualificata occupazione”.

GLI INTERVENTI NELLE AREE IN DETTAGLIO. Golfo di Oristano, 6 milioni. Ripristino quote batimetriche dei canali di collegamento tra lo Stagno di Santa Giusta e Pauli Maiori e Pauli Figu (400mila euro); valorizzazione del patrimonio produttivo e ambientale del compendio ittico di Santa Giusta (600mila); dragaggio dei limi nei due canali di uscita dello stagno di Cabras alla Peschiera Pontis (1,2 milioni); dragaggio e pulizia di sezioni critiche del Canale Terra dei Giganti, scolmatore dello stagno di Cabras (600mila euro); canale artificiale di Is Benas (150mila); ricostruzione Peschiera Pontis (175mila), Pischeredda (175mila) e Peschiera Is Benas (380mila); percorso naturalistico lungo il fiume Mare ‘e Foghe fino allo stagno Paule ‘e Sai e collegamento con l’isolotto di Cuccuru Is Arrius (320mila); ripristino del porticciolo Marceddì (850mila) e dello scivolo S’Ena Arrubia (665mila), riqualificazione dello scivolo Sant’Antonio di Santadi (150mila); Terralba, miglioramento dell’accessibilità Torre Vecchia (connessione tra i compendi Corru s’Ittiri e Marceddì, 60mila), ripristino batimetrico Corru Mannu–Corru s’Ittiri (275mila euro). Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada, 4 milioni. Interventi sul canale di allontanamento acque dolci, riva Est, per la gestione e valorizzazione ambientale dell’area umida di Santa Gilla (1,5 milioni); realizzazione di un percorso ciclopedonale (1,5 milioni); riqualificazione e valorizzazione nelle aree perilagunari della laguna di Santa Gilla (1 milione). Golfo di Palmas, Sulcis, 2 milioni. Valorizzazione delle vie del sale attraverso il potenziamento dei percorsi del sale nelle aree stagnali (580mila euro); riconversione di vecchie vie in piste ciclabili per la valorizzazione dell’area (700mila); realizzazione di spazi e strutture polivalenti (570mila); per quanto invece riguarda le vie del vento, 140mila euro serviranno a sistemare le aree a supporto del turismo attivo ‘Stagno di Porto Botte’ e ‘Punta Giunchera’. Per quanto invece riguarda la programmazione approvata due mesi fa per la Gallura (2 milioni), ricordiamo che la suddivisione delle risorse prevedeva interventi su: Loiri Porto San Paolo (500mila euro per la valorizzazione di Porto Taverna con percorsi in prosecuzione del progetto Litus), Budoni (500mila euro per spiaggia e pineta Sant’Anna con percorsi anche ciclabili fra stagno e dune), Golfo Aranci (300mila euro per protezione e valorizzazione con percorsi pedonali in legno esotico della zona umida in località V Spiaggia) e San Teodoro (700mila euro per ostricoltura, sentieri naturalistici, fitodepurazione e una stazione idrometrica nel compendio lagunare dello stagno).

PERCORSO FORTEMENTE CONDIVISO. Negli scorsi mesi è stato avviato uno specifico percorso di co-progettazione, guidato dall’Unità di progetto per la programmazione unitaria, con i territori interessati, per individuare gli interventi di valorizzazione in termini produttivi delle zone umide. Tutti gli interventi saranno attuati tramite delega delle risorse ai soggetti attuatori, sulla base di specifiche convenzioni con l’amministrazione regionale. “È il principio alla base della nostra politica nei territori: ascoltarli, raccoglierne istanze e richieste, valutare le esigenze che emergono e, insieme, costruire un progetto che rispecchi le caratteristiche locali e dia risposte perfettamente calibrate”, sottolinea il vicepresidente della Regione Paci.

GLI STEP DEGLI ULTIMI DUE ANNI. I territori oggetto di intervento (Golfo di Oristano; Golfo di Palmas e Mare Interno; Golfo di Cagliari e Costa da Capoterra a Teulada; Ogliastra e VI-VII Sarrabus; Baronia e Gallura; Golfo dell’Asinara e Nurra) sono stati individuati dall’Università di Cagliari, a cui la Giunta nel maggio 2016, con la delibera che istituiva il Parco regionale delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari, aveva affidato la predisposizione dello studio di valorizzazione delle zone umide e lagunari della Sardegna. A novembre del 2017 la Giunta ha stabilito la ripartizione delle risorse messa a punto dalla cabina di regia della programmazione unitaria. “I nostri obiettivi sono chiari: integrazione, tutela, gestione e valorizzazione dei beni ambientali comuni, con un uso efficiente delle risorse, per orientare l’economia in un’ottica di sostenibilità economica, ambientale e sociale. In questo percorso – conclude Paci – contiamo molto sul lavoro delle associazioni e sui privati, il cui apporto e contributo sono fondamentali”.