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Consorzio Janna, nessun rischio black out digitale per la Sardegna. Ripristinata funzionalità cavo sottomarino Olbia-Civitavecchia. Nessun danno sul tratto Cagliari-Mazara

Non c'è al momento nessun rischio di black out digitale per l'Isola e che ieri, 27 agosto, è stato ripristinato il cavo di collegamento Olbia- Civitavecchia.
Cavi internet
CAGLIARI - 28 AGOSTO 2018 - Il Consorzio Janna, di cui fanno parte la Regione (con una quota pari al 49%) operatori privati, precisa che non c'è al momento nessun rischio di black out digitale per l'Isola e che ieri, 27 agosto, è stato ripristinato il cavo di collegamento Olbia- Civitavecchia. Inoltre il Consorzio chiarisce che non c'è stato alcun danno al cavo sottomarino Cagliari-Mazara del Valle.
Janna inoltre conferma che lo scorso 17 agosto è stato tranciato uno dei due cavi che collegano la Sardegna al resto d'Italia.
In particolare è stato colpita la tratta Olbia-Civitavecchia a 48 Km da Olbia.
Per la riparazione è intervenuta la nave cantiere Meucci che ieri ha concluso le operazioni. Da ieri sera la rete è nuovamente operativa. Non risultano invece danni ad impianti del Consorzio Janna per il collegamento Cagliari- Mazara del Vallo. Il Consorzio Janna esprime preoccupazione per il ripetersi di questi incidenti, sia in prossimità delle coste che in mare aperto.

Dal 2005 ad oggi, infatti, sono ben quattordici i casi di cavi tranciati. Dodici casi si sono verificati nel tratto Cagliari - Mazara del Vallo, e due nel tratto Olbia - Civitavecchia. Tutti (salvo uno) sono avvenuti a poche miglia dalla costa di Cagliari, alcuni addirittura molto vicini alle zone di approdo.
I danneggiamenti comportano non soltanto complesse riparazioni in mare (in condizioni ottimali servono in media 2 settimane di lavoro con navi e personale specializzato), ma soprattutto costi che dal 2005 hanno superato i 2,5 milioni di euro, includendo gli interventi del 2017.
Le cause di questi incidenti sarebbero ascrivibili per la maggior parte ad attività di pesca e in misura minore ad attività di ancoraggio in aree vietate, nonostante i cavi siano debitamente segnalati sulle mappe nautiche con il relativo divieto, nelle zone adiacenti, sia di pesca che di ancoraggio. Ancora oggi, per nessuno degli incidenti è stato possibile risalire ai responsabili e questo rende ancora più concreto il rischio che tali episodi possano ancora verificarsi con gravi ripercussioni sull’economia della Sardegna.