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Sanità, nuova apparecchiatura per la diagnosi dei tumori del polmone a
Pneumologia clinica e interventistica dell'Aou di Sassari

Un sistema diagnostico di ultima generazione che consente di
individuare il tumore primitivo polmonare (anche di piccole dimensioni), oltreché
intervenire con precisione ed efficacia nelle vie bronchiali. È la nuova apparecchiatura in
dotazione alla struttura complessa di Pneumologia clinica e interventistica dell'Aou di
Sassari,
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Sassari 8 ottobre 2018 - Un sistema diagnostico di ultima generazione che consente di
individuare il tumore primitivo polmonare (anche di piccole dimensioni), oltreché
intervenire con precisione ed efficacia nelle vie bronchiali. È la nuova apparecchiatura in
dotazione alla struttura complessa di Pneumologia clinica e interventistica dell'Aou di
Sassari, diretta dal professor Piero Pirina, presentata alla stampa questa mattina. Si
chiama videobroncoscopia con sistema Ebus (Endo bronchial ultra sound) che consente
appunto una endoscopia bronchiale ultrasonografica.
«Si tratta di un grosso passo avanti per Sassari in un'ottica di rete – ha fatto presente
l'assessore regionale della Sanità Luigi Arru –. Ci tengo a dire che è un progetto per la
Sardegna che si integra con le reti che stiamo licenziando. Da una parte quella
oncologica, già licenziata; dall'altra, con la nascita dell'Areus che ha accorciato le distanze
della Sardegna, siamo pronti, oltre che per la Rete contro l'infarto, il politrauma e l'ictus, a
dare indicazioni per le patologie tempodipendenti, per l'endoscopia delle vie aeree e per
l'endoscopia delle vie digestive. Sono quelle patologie che possono richiedere alta
specialità ma anche tempi di azione molto rapidi”. “Allora abbiamo voluto dare un segnale
forte per la Sardegna, che nasce qua dalla Pneumologia che diventa il primo centro della
Sardegna dotato di tutte le strumentazioni per la diagnostica con il sistema Ebus», ha
concluso l'assessore.
L'apparecchiatura all'avanguardia è stata acquistata dall'Aou di Sassari con una gara che
consente una fornitura triennale, in regime di service, di un sistema per diagnosi e terapia
endoscopica dei tumori del polmone e del mediastino. Assieme vengono fornite una
colonna per endoscopia, un sistema di videoregistrazione, un sistema elettrochirurgico per
la coagulazione, un toracoscopio operativo rigido, un sistema di lavaggio e disinfezione
per endoscopi, un microscopio ottico per la lettura in loco dei campioni, un armadio per la
conservazione sterile dei broncoscopi. Il service ha un costo triennale di circa 400 mila
euro.
«Quello che avviene oggi è una tappa straordinaria, di cambiamento di mentalità – ha
detto il direttore generale dell'Aou Antonio D'Urso –. L'ospedale di Sassari non è più
soltanto l'ospedale dei sassaresi ma si allarga e diventa punto di riferimento per il Nord
Sardegna. Dobbiamo garantire adesso il salto di qualità.” “Sassari si pone al top e lo
dimostra attraverso l'attività di un dipartimento, quello Cardio-toraco-vascolare che
rappresenta un dipartimento di punta dell'azienda ospedaliero universitaria”, ha concluso
D'Urso.
L’attivazione del Service rientra quindi in un progetto più ampio. A spiegarlo è stato il
direttore della Pneumologia, Piero Pirina, che ha sottolineato come «quello della Rete
endoscopica regionale di endoscopia toracica, è una idea fortemente voluta
dall’assessorato della Sanità della Regione Sardegna. Sulla base del documento di
riorganizzazione della rete regionale, infatti, si è proposto di istituire due centri hub di
pneumologia interventistica nei presidi ospedalieri di secondo livello di Cagliari, Ao Brotzu
e di Sassari e un centro spoke rinforzato all'ospedale di Nuoro».
Il videobroncoscopio di ultima generazione di cui dispone adesso l'Aou, attualmente unica
in Sardegna, ha all'estremità una minisonda ecografica che consente di visualizzare le
strutture adiacenti alla trachea e ai bronchi, come i linfonodi, i vasi, l'esofago, il cuore e le
lesioni tumorali. L'apparecchiatura consente di fare dei prelievi mirati e sicuri e viene
utilizzato per la diagnosi e stadiazione del tumore del polmone. Una nuova arma nella lotta
ai tumori che consente di indagare ed esplorare i linfonodi del mediastino, così da ottenere
una stadiazione completa del tumore del polmone. Attraverso questa indagine è possibile
arricchire e completare quella avviata con la Tc o la Pet e fornire, così, al paziente una
strategia terapeutica adeguata al caso: chirurgica, chemioterapica o radioterapica.
L'esame viene fatto in sedazione profonda, in collaborazione con gli anestesisti, con
l'introduzione del broncoscopio attraverso le vie aeree. Il paziente viene quindi risvegliato
subito dopo la procedura senza particolari conseguenze. La broncoscopia con sistema
Ebus è quindi una procedura altamente sofisticata e precisa. Può essere fatta nei pazienti
con patologie tumorali di piccole dimensioni sulle quali, in precedenza, non era possibile
effettuare biopsie millimetriche se non con l'utilizzo di tecniche più invasive come quelle
chirurgiche.
La struttura complessa di Pneumologia clinica e interventistica registra circa 200 nuove
diagnosi di tumore polmonare all'anno. Nella maggior parte si tratta di tumori che hanno
nel fumo il maggiore fattore di rischio ma si registrano anche casi legati a esposizioni
lavorative o a materiali e sostanza cancerogene. La struttura, al terzo piano (scala A) della
prima stecca bianca di viale San Pietro, è composta da 10 medici, oltre al direttore, e 23
infermieri. Dispone di 28 posti letto, 8 dei quali di “isolamento respiratorio” per pazienti con
tubercolosi. Effettua una media di 700 broncoscopie all'anno e con l'acquisto della nuova
strumentazione potrà aumentare il numero di interventi, così da soddisfare anche l'alto
numero di richieste che arrivano dalle altre strutture sanitarie regionali.
La Pneumologia di Sassari, inoltre, da cinque anni ha avviato un percorso diagnostico
terapeutico aziendale (Pdta) per il tumore del polmone che la vede impegnata nel ruolo di
case manager, cioè di coordinatore del percorso individuale di cura della persona malata.
Il paziente, con un sospetto tumore al polmone, arriva su invio del medico di famiglia e
viene preso in carico dalla struttura che lo segue dalla diagnosi sino all'invio al trattamento,
che può essere chirurgico o chemioterapico o radioterapico. In campo vi è una equipe
multidisciplinare composta da medico pneumologo, broncoscopista, chirurgo, radiologo,
anatomopatologo, oncologo e radioterapista.