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Sanità, sopralluogo ospedale di Muravera. Nieddu: "Presidio strategico, nessun ridimensionamento"

Lo ha dichiarato l'assessore della Sanità, Mario Nieddu, ai sindaci del Sarrabus nel corso dell'incontro pubblico che si è tenuto nel Comune di Muravera al termine del sopralluogo all'ospedale della città e a cui hanno partecipato anche i consiglieri regionali, gli onorevoli Roberto Caredda, Giorgio Oppi, Fausto Piga e Stefano Schirru.
NIEDDU SOPRALLUOGO OSPEDALE DI MURAVERA
Cagliari, 4 settembre 2019 - "Non abbiamo intenzione di chiudere il San Marcellino, né tanto meno vogliamo depotenziarlo. Una struttura valida. Tra i presidi periferici della Sardegna è sicuramente uno dei migliori, dal punto di vista edilizio ed organizzativo". Lo ha dichiarato l'assessore della Sanità, Mario Nieddu, ai sindaci del Sarrabus nel corso dell'incontro pubblico che si è tenuto nel Comune di Muravera al termine del sopralluogo all'ospedale della città e a cui hanno partecipato anche i consiglieri regionali, gli onorevoli Roberto Caredda, Giorgio Oppi, Fausto Piga e Stefano Schirru. Presente anche il deputato sardo Guido De Martini, componente della commissione Sanità della Camera. Circa 6 milioni di euro la spesa per la ristrutturazione del nosocomio che serve un territorio di 30 mila abitanti e ha un afflusso turistico di 3,5 milioni di presenze l'anno.

"I servizi erogati oggi nell'ospedale di Muravera - ha rassicurato l'assessore - verranno mantenuti e possibilmente implementati. Abbiamo in programma di bandire circa settanta concorsi per medici e operatori del comparto sanitario, per dare una prima forte risposta alla cronica carenza di personale nei presidi dell'isola".

L'esponente della Giunta Solinas ha poi concluso intervenendo sull'imminente riforma del sistema sanitario: "Il San Marcellino, così come altri presidi territoriali dell'isola, sconta il peso dei una politica che per aderire al DM. 70, ha tagliato i servizi e abbandonato le strutture periferiche a una lenta agonia. La riforma partirà dal superamento del modello fondato sull'Ats e si completerà con ciò che metteremo insieme attraverso gli Stati generali della Salute, che partiranno in autunno e avranno il preciso compito di coinvolgere i territori in questo delicato, ma indispensabile processo per il futuro della sanità della Sardegna"